Apprendo dalla stampa che il candidato sindaco del Pd Rita Formichelli ha detto che chi si è sottratto alle regole delle Primarie non può essere un buon amministratore. Proprio lei che inizialmente aveva condiviso un progetto politico che vedeva me come candidato sindaco. Poi, lusingata da Frattura, Leva, Nagni & co., è venuta meno agli impegni presi con me – che anche alla semplice parola do ancora valore – e si è candidata alle Primarie, decise a tavolino da questi personaggi. Questi sono quelli che oggi vogliono ricomporre la città con le stesse tessere che c’erano prima! Quelli che hanno in lista tutti o quasi gli assessori dell’ex amministrazione comunale e parlano di discontinuità.

D’altronde il maestro e mentore della candidata sindaco è Danilo Leva, personaggio avvezzo alle giravolte, che in vita sua ha vissuto sempre di politica, mentre altri si alzano al mattino, da sempre, per andare a lavorare. Non accettiamo lezioni da lui, che dopo aver perso il controllo della segreteria Pd, ha badato soltanto a parlare male del presidente della Regione. Poi, magicamente, sotto elezioni è diventato il principale sponsor di Frattura. Leva è colui che un giorno marcia in difesa della sanità pubblica, il giorno dopo fa accordi con Frattura – che con il pubblico hanno poco a che vedere – e il giorno dopo ancora non si fa più vedere alle manifestazioni di piazza per difendere gli ospedali. Leva oggi sostiene Formichelli, che è il candidato di Frattura, che egli stesso criticava per aver messo Isernia in ginocchio.

Frattura, è sotto gli occhi di tutti, ha strappato dalla nostra città quel poco di buono che le era rimasto: università, Camera di commercio, servizi ospedalieri. Un presidente di cui oggi la candidata sindaco ha vergogna. Lei, Leva e gli altri i suoi sostenitori non vogliono Frattura a Isernia per timore di perdere voti. Invito il presidente della Regione a dimostrare il contrario; a venire a Isernia, alla luce del sole, e a girare per le strade. Gli isernini sapranno come accoglierlo, può esserne certo. Specialmente dopo i tagli selvaggi alla sanità: mancano persino i soldi per i pannoloni, ma si trovano le risorse per aumentare lo stipendio da 50mila a 130mila euro l’anno a chi i tagli li ha decisi.

Leva e quelli come lui parlano di guardare la città con occhi diversi, di novità, di freschezza. Ma insieme a loro, ieri da D’Alema, c’erano molti di quelli che, nella vita, non hanno mai saputo che cosa significa avere paura di non riuscire a portare il pane a casa; quelli che non hanno mai conosciuto la disperazione di non sapere se riusciranno a dare un domani ai loro figli. Perché i loro figli, il domani, ce l’hanno già assicurato. Sempre gli stessi; mentre la povera gente, quella che non ha santi in paradiso, non sa più come tirare avanti.

Ricordo infine che Rita Formichelli è anche il candidato di Nagni. Un assessore senza voti e senza meriti. Uno che vuol decidere chi deve governare la città di Isernia, quando per tre anni non si è mai fatto vedere, se non dal suo assessore di riferimento e dagli amici degli amici. Uno che non rappresenta nessuno e che è venuto a promettere opere pubbliche in campagna elettorale sfoderando la bacchetta magica e pensando di poter prendere per i fondelli i cittadini. Per tre anni il nulla: oggi, la frana del Macerone e i treni elettrici. Tutte queste persone vogliono ancora prendere in giro i cittadini di Isernia sfruttando il nome di Rita Formichelli, che però non può nascondere chi sono i suoi sponsor politici. Lei ha detto bene, anzi benissimo, quando ha sostenuto che c’è chi, in questa campagna elettorale, pensa solo alle poltrone per le Regionali, invece di badare agli interessi di Isernia. Sono i suoi sostenitori, per l’appunto: che hanno fatto di Isernia un campo di battaglia per spartirsi la torta della Regione, per un posto alla Camera, per la presidenza della Giunta regionale.

A nostro giudizio, gli isernini non possono votare per chi ha distrutto Isernia. Non possono votare Frattura, Leva, Nagni. Da Isernia, si può iniziare a dare la spallata al governo regionale, a Frattura e alla sua Giunta. Solo senza di loro, Isernia e il Molise intero potranno tornare a respirare.