di Domenico Pio Abiuso

Dal 18 maggio scorso, ci sono stati degli ulteriori allentamenti concernenti l’emergenza pandemica del Covid-19, tra cui la riapertura dei negozi, bar e ristoranti e la possibilità di incontrare amici a debita distanza.

Alla luce degli ultimi dati che sono stati diffusi dalle Autorità sanitarie, il numero dei contagi torna a salire, come accaduto nella giornata di ieri, quando si sono registrati 813 positivi in più rispetto a lunedì (451). La colpa non è da attribuire ai proprietari degli esercizi commerciali, tornati a lavorare dopo oltre 2 mesi di chiusura. Quest’ultimi, infatti, si sono organizzati rispettando tutte norme sanitarie imposte giustamente dall’Esecutivo nazionale.

Complici della propagazione del Coronavirus, sono gli assembramenti tra amici che non rispettano la distanza di almeno un metro e persone che non portano la mascherina o ne fanno un uso errato. Questi episodi sono stati documentati più e più volte da tv nazionali.

Un monito in proposito, è stato lanciato anche dal Governo, che fatto sapere che, se la curva della positività dei contagi dovesse tornare a salire, si dovrà provvedere a nuove chiusure.

Allora la domanda sorge spontanea: è stato giusto alleggerire le restrizioni visto che ci sono persone intolleranti alle regole prescritte per il nostro bene?