In un momento storico dove tutti parlano di vaccini, i molisani sono gli unici abitanti sulla terra a non avere ancora un centro Covid dedicato.

Dopo un anno i molisani ancora possono essere ricoverati in un centro Covid dedicato come accade in ogni altro posto d’Italia. Insomma, dal 6 aprile 2020, giorno in cui per la prima volta il consiglio regionale si pronunciò sulla realizzazione di un centro Covid dedicato a Larino, al  6 aprile 2021, nulla è cambiato. I contagiati per Sars Cov2 vengono ricoverati, ora come allora, all’ospedale Cardarelli di Campobasso, unico centro hub regionale di Primo Livello. E se è vero che la fortuna ha sorriso al governo Toma e ai suoi fedelissimi nel corso della prima ondata quando il Molise uscì quasi indenne dalla pandemia, diverso è il discorso dall’autunno 2020. E proprio nella mattinata di oggi il Consiglio regionale è tornato a discutere degli atti presentati tre settimane fa e interrotti dalla seduta con la mozione di sfiducia. Michele Iorio è rimasto l’unico politico regionale a lottare per un centro Covid a Larino. I 5stelle, mettendo in atto l’accordo a porte chiuse andato in scena il 16 marzo e riportato da questa testata giornalistica (https://futuromolise.com/i-grillini-trattano-con-toma-si-alla-grossi-e-no-al-covid-a-larino/), decidono di non votare l’emendamento presentato da Michele Iorio con cui, oltre a chiedere la rimozione dei vertici Asrem per la cattiva gestione della pandemia come peraltro previsto da altra mozione dei grillini, aggiunge per l’ennesima volta la necessità di un cento covid a Larino. “Non partecipiamo al voto perché è una battaglia politica tra forze di maggioranza a discapito dei molisani” dice Andrea Greco che continua a dimostrare la sua inadeguatezza politica e programmatica a dirigere una regione, come già accaduto esattamente un anno fa quando il capogruppo e i 5stelle non videro la lungimiranza politica del medico prestato alla politica che sosteneva la necessità per il Molise di avere un centro Covid dedicato e di farlo a Larino. Il 6 aprile 2020 i grillini si astennero alla votazione del Covid a Larino salvo poi ripresentare, dopo 15 giorni, la mozione a loro firma. Oggi, evidentemente, l’accordo romano che vede al governo nazionale sia Forza Italia (il partito di Toma) che i 5stelle, fa sentire i suoi tentacoli anche sulle scelte politiche locali.

Con i grillini esce dall’aula anche il Partito Democratico che con Facciolla, già in piena campagna acquisti tra i componenti del governo regionale, dichiara di non partecipare al voto. Esattamente come 365 giorni fa, durante uno delle prime sedute del Consiglio regionale a distanza, Michele Iorio presentò un emendamento sostitutivo alla mozione del Partito Democratico per imprimere una programmazione che mettesse in sicurezza i molisani. Unico firmatario, insieme a Michele Iorio, l’allora consigliera Calenda oggi assessore regionale per evitare il ritorno al voto.

Oggi in aula, con una nuova seduta del Consiglio regionale  e in presenza, a distanza di 12 mesi esatti, c’è all’ordine del giorno un uovo emendamento sostitutivo a firma di Michele Iorio, Mena Calenda (la neo assessora oggi era assente alla votazione) e Aida Romagnuolo, con cui si torna a chiedere l’apertura di un centro covid dedicato anche in Molise individuando a Larino la migliore soluzione.

“Per salvare i molisani l’unica cosa che non andava fatta era creare un ospedale misto al Cardarelli di Campobasso, unico centro hub di I Livello di tutto il Molise. Chi mastica di sanità sapeva benissimo cosa avrebbe comportato questa scelta scellerata che ha prodotto la situazione che oggi tutti viviamo –sostiene ancora Michele Iorio prima d i entrare in aula per affrontare di nuovo l’argomento Coronavirus – Da un anno porto avanti quella che ritengo essere una battaglia di civiltà andando in aula, ogni martedì, a pretendere che si segua la linea di aprire il centro Covid per liberare gli ospedali pubblici. Lo faccio nella convinzione che il dovere di chi è stato eletto dal popolo è quello di ricercare soluzioni che da subito possano dare respiro a medici e cittadini. Con l’esperienza medica e politica che mi porto sulle spalle continuerò ad urlare in tutte le sedi che i componenti dell’Unità di crisi devono essere rimossi per aver portato il Molise in questa situazione in cui anche la famosa torre Covid non sarà più realizzata nei tempi compatibili con l’emergenza. Nonostante il tentativo di silenziarmi, non smetterò mai di adempiere al mio dovere politico, civico e morale di presentare alla mia popolazione una soluzione vera, concreta, veloce. Che era, è e rimane l’organizzazione del Vietri di Larino nel centro Covid dedicato del Molise. Lascio alla incapacità politica ideare slogan passando da quello preferito del 2020 “ è tutto sotto controllo” a  quello del 2021 “Il Molise sta in queste condizioni per colpa di chi voleva il Vietri. So bene che questo compito spetterebbe prevalentemente a chi riveste il ruolo di presidente della Regione ma, nel caso Molise, il nostro ha inteso la sua funzione come colui che, posizionato sulla sponda del fiume, incrocia le braccia e guarda i cadaveri passare” chiude l’esponente di Fratelli d’Italia che appena due settimane fa ha votato la sfiducia al presidente di Regione, in quota Forza Italia, colpevole politicamente della situazione in cui versa oggi il Molise per l’assenza di possibilità di cure visto “il lazzaretto” creato all’ospedale Cardarelli di Campobasso.