Salvare lo Zuccherificio del Molise. E’ questo l’obiettivo di tutti gli schieramenti politici presenti a Palazzo Moffa.
L’esecutivo regionale, nelle figure del presidente della Giunta Michele Iorio e l’assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano, hanno dato il via ai colloqui (in qualità di esponenti regionali con la Regione Molise che detiene la maggioranza azionaria) per procedere alla ricapitalizzazione per la quale sono necessari 15 milioni di euro. Ma perchè la Regione Molise possa procedere nel suo intento, ossia ricapitalizzare e rivedere l’assetto societario (con gli altri azionisti il socio privato Remo Perna e la Regione Puglia), è necessario avere l’ok del Consiglio regionale. Un consiglio che era stato richiesto dal centrosinistra che si dichiara all’oscuro di quanto concerne la situazione dello stabilimento e che il presidente di Palazzo Moffa, Mario Pietracupa, ha convocato per mercoledì prossimo, ossia il giorno in cui tutti i capigruppo si sono resi disponibili a discuterne.
“Convocarlo prima – spega il presidente Pietracupa – avrebbe dato luogo ad una discussione monca” non essendo pronti gli atti, da parte dell’esecutivo, con cui i consiglieri possono esser messi a conoscenza della situazione sullo stabilimento saccarifero, unico nel centrosud. Intanto il centrosinistra, pur apprezzando la disponibilità del numero uno di Palazzo Moffa, incalza la maggioranza e, a ridosso del nuovo incontro dell’assemblea dei soci che avverrà oggi, torna a ribadire che “è assente una presa di posizione ufficiale del governo”. Della serie: oggi non si può procedere alla ricapitalizzazione de la Giunta non viene investita di tale potere attraverso l’ok del Consiglio. E di risposte da parte della Giunta l’opposizione pare ne attenda parecchie, a partire non solo dalla spiegazione sul perchè a settembre 2011 il dirigente generale, in piena campagna elettorale, abbia erogato 4 milioni allo stabilimento termolese. Ma non solo. Oggi sotto osservazione finisce la relazione del Kpmg, ossia della società di revisione, che ha dichiarato di non avere elementi a disposizione per “esprimere delle conclusioni” sulla situazione contabile – patrimoniale dello Zuccherificio. Motivo per cui, risolta la questione istituzionale con il Governo che si è reso disponibile a discutere e ad illuminare l’opposizione in Consiglio, secondo il centrosinistra capeggiato da Paolo di Laura Frattura, il problema principale riguarda la non conoscenza, se esiste, di “un piano industriale che permetta di intravedere il rilancio dell’azienda e quindi la salvaguardia di posti di lavoro”. Insomma, il sì alla ricapitalizzazione può essere condizionato solo da un piano reale e concreto di rilancio e non dall’elargizione di fondi pubblici che vadano a coprire semplicemente i debiti pregressi. E proprio in vista della ricapitalizzazione chiesta dal nuovo presidente Antonino Di Rocco, nominato dal governatore Iorio, si scopre che la Regione Puglia (azionista al 3%) non ha intenzione di partecipare. Frattura entra nel merito della questione: “Prima di tutto vorremmo sapere – parla a nome della coalizione presente in conferenza stampa – come mai la Puglia – regione interessata per la fornitura delle barbabietole – partecipa con il solo 3% alla società e come mai non ha intenzione di ricapitalizzare”. Il messaggio che si vuole lanciare all’esecutivo di centrodestra è chiaro: non potete decidere senza aver prima sentito il Consiglio. Ed il consiglio ci sarà mercoledì mentre le trattative per la ricapitalizzazione continueranno oggi stesso. Cosa farà la Regione Molise? Vista la sentenza del Tar già sulle spalle, alcune fonti parlano di decisione che sarà rinviata per non incorrere in errore, in attesa di vedere cosa succederà a Palazzo Moffa. Anche perché Frattura in proposito pare avere le idee chiare: “Siamo a favore dei lavoratori, ma se i metodi del socio pubblico continuano ad essere questi, non ci si può aspettare di chiedere al Consiglio la ratifica del niente”.
Articolo precedenteChi ha vinto realmente le elezioni regionali in Molise? La Prefettura avvia il riconteggio delle schede
Articolo successivoEmilio Izzo: Nevica sui miliardi dei Beni Culturali