di Giovanni Minicozzi

In questo fazzoletto di terra chiamato Molise sta emergendo una sorta di “favoritismo  sanitario” come se non bastasse l’esasperato clientelismo politico che calpesta la dignità delle persone e annienta ogni prospettiva di futuro.

Ma veniamo ai fatti accaduti lo scorso venerdì pomeriggio al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Il  racconto è  dalla signora Clorinda Monaco, testimone oculare in attesa di un intervento chirurgico urgente ritardato dall’arrivo di Maurizio Tiberio giunto al pronto soccorso nel pomeriggio in seguito alla  nota colluttazione con due studenti.

Qui di seguito il racconto della signora Clorinda Monaco:

“Non so dove sia la verità, tuttavia ieri pomeriggio ero al pronto soccorso per una emergenza ed ho avuto l’occasione di conoscere l’arroganza della classe politica in generale e dell’assessore in argomento in particolare. Eravamo in attesa del nostro turno, io ed un signore infartuato, quando si presenta l’assessore in compagnia del direttore sanitario che, senza porsi il minimo dubbio, bene hanno pensato di entrare prima di tutti. Ora, la verità della vicenda non la conosco, ma l’arroganza ed il disprezzo delle regole da parte di certa gente si”.

Considerato che la signora Monaco non conosce i personaggi  è  opportuno precisare che si tratta dell’ex assessore Maurizio Tiberio accompagnato dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano.

La signora Monaco da noi interpellata telefonicamente ha poi spiegato:

“I due personaggi sono entrati dal lato posteriore e, senza neanche salutare i presenti hanno bloccato il pronto soccorso per oltre un’ora senza considerare le nostre esigenze e i nostri dolori fisici. Io ero arrivata al pronto soccorso alle ore 14 per un intervento chirurgico urgente. Avevo completato gli esami di prassi e attendevo solo le carte per salire in reparto e sottopormi all’intervento con il chirurgo che mi attendeva.

Invece sono stata costretta ad aspettare un’altra ora per lasciare la precedenza a Tiberio il quale sorrideva in tutta tranquillità e non sembrava  affatto dolorante.

Poi finalmente se ne sono andati, mi hanno consegnato le carte, sono salita  in reparto è alle 18:30 ho potuto subire l’intervento. Fortunatamente, tutto è andato  bene grazie alla professionalità di tutto il personale medico e infermieristico. Il chirurgo che mi aspettava  mi ha chiesto i motivi di tanto ritardo e quando ho raccontato l’accaduto si è  indignato come ,del resto, ci siamo indignati noi per il mancato rispetto delle regole  e del nostro dolore fisico”.

Per la cronaca il referto rilasciato dal pronto soccorso a Maurizio Tiberio parla di  contusione del settore nasale con 10 giorni di convalescenza. Dunque non c’è stata nessuna rottura,solo una contusione.

Ma non finisce qui! Un’altra persona mi ha inviato il seguente messaggio :

“Quando e’ arrivato Tiberio al pronto soccorso, scortato anche da Florenzano che gli ha fatto aprire tutte le porte, c’erano 2 giovanissimi genitori di una bambina di 2 mesi, che dalle 10:30 aspettavano per fare un esame urgente alla piccola. Nessuno se li e’ filati e sono andati a casa solo alle 18:00 di sera. Mi hanno telefonato subito per raccontarmi l’accaduto e lamentando la disparità di assistenza.

Tra l’altro pochi giorni prima, gli stessi, avevano dovuto portare la loro piccoletta a Roma per il test del sudore, esame banale che da diverso tempo la Asrem non fa più per mancanza di una sede, pur essendoci la dottoressa disponibile a fare l’esame.

Assurdo!

Questo padre e’ molto incazzato ed  e’ disposto a testimoniare la sua brutta esperienza subita in ambito sanitario con la figlia di soli 2 mesi”.

Naturalmente nelle prossime ore mi metterò in contatto con i genitori della piccola ma intanto chiedo alla commissaria Flori Degrassi, che riceverà questo articolo, se tra gli obiettivi e i compiti da Lei recentemente assegnati al dg Oreste Florenzano esiste anche il dovere di accompagnare i pazienti al pronto soccorso per consentire loro di saltare la fila in spregio a ogni regola imposta dal servizio sanitario.