di Giovanni Minicozzi

Un vertice romano tra la fondazione Agostino Gemelli, unica proprietaria della ex cattolica, e il management locale, che ha deciso di mettere sul mercato la struttura di contrada Tappino, potrebbe sbloccare nelle prossime ore la contorta e misteriosa vicenda. La riservatezza sull’operazione è pressoché totale ma dalle poche notizie trapelate si apprende che il cerchio si sarebbe chiuso su tre possibili acquirenti, ovvero Humanitas creata da Comunione e Liberazione, Neuromed di Pozzilli e Università Pegaso dei fratelli Iervolino che ad oggi ha superato perfino La Sapienza di Roma in termini di iscritti con oltre centomila studenti.

Al vertice della Pegaso si è insediato il rettore Giovanni Cannata con l’ex presidente della Regione Gianni Di Giandomenico che è preside di tre facoltà della Pegaso e cioè Giurisprudenza, Economia e Ingegneria. Consulente dell’Università telematica è Francesco Fimmanò, docente di diritto commerciale all’università del Molise ed esperto di piani di investimento.

Una squadra forte dunque al pari di Neuromed e della fondazione Umanitas specializzata nella cura e nella ricerca oncologica. Considerate le tre corazzate in campo è molto probabile che la partita per acqusire Gemelli Molise si giocherà al rialzo e il prezzo di acquisto per l’80% della Spa  potrebbe superare i 40 milioni di euro. Sempre secondo i bene informati le tre aziende in competizione, a parità di accreditamento della ex Cattolica, prevederebbero un esubero di circa 200 unità tra personale medico, infermieristico e amministrativo.

Intanto i vescovi del Molise, con in testa Giancarlo Bregantini, hanno ringraziato Papa Francesco per aver ascoltato il loro grido di allarme lanciato  contro la vendita del Gemelli Molise. A dire il vero anche la posizione dei vescovi appare tardiva perché i giochi sembrano fatti con scarsissime possibilità di un ripensamento. Nel frattempo il governo regionale sulla vicenda tace o racconta amenità e resta a guardare proprio mentre il clima sulla compra – vendita della struttura di eccellenza si arroventa.

Neanche le parole pronunciate ieri da Papa Francesco sono riuscite a svegliare i Ponzio Pilato di turno.

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