di Redazione

Pascolo bovino abusivo nel Parco Regionale dell’Olivo di Venafro e nel Comune di Venafro” – con pericoli anche per la circolazione stradale sulla S.S. 85 venafrana.

Non demordono i proprietari di una mandria di bovini con Azienza nel Comune di Conca Casale, identificati dalla Stazione Carabinieri Forestale di Venafro, nel loro persistente intento criminoso, atto al pascolo abusivo nel Comune di Venafro e in particolare nel Parco Regionale dell’Olivo di Venafro. Ancora una volta una dettagliata segnalazione del Comando della Stazione a vari Enti, alla Procura della Repubblica e a S.E. il Prefetto di Isernia, ha fatto luce sulla quantità di denunce-querele formulate avverso tali soggetti dall’Ente Parco e dai proprietari terrieri.  Almeno al momento, questa mole di segnalazioni non ha sortito effetto, visto che costoro, più volte individuati dalle Forze dell’ordine, continuano a praticare il pascolo, specie notturno, tra gli oliveti del “Campaglione”, senza custodia e con grossi pericoli anche per la circolazione stradale, visto che gli animali vengono spesso segnalati persino sulla SS 85 Venafrana. Si apprende dalla nota ricevuta dalla Forestale che dal 2017 ad oggi risultano elevate 10 comunicazioni “Notizia di Reato” per invasione di terreni, danneggiamento, introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo, deturpamento e imbrattamento di cose altrui, maltrattamento di animali, abbandono di animali, danneggiamento al patrimonio archeologico e storico, Distruzione di habitat all’interno di un sito protetto, Distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Ancora risultano elevate a carico di tali allevatori ben 57 sanzioni amministrative…  Una situazione assurda che dopo 7 anni non ha prodotto alcun sequestro della mandria, obbiettivo primario da perseguire, per il quale l’Ente Parco ha recentemente incaricato l’Avvocato Gianluca Giammatteo. Su istanza dell’Ente fu anche convocato dal Prefetto di Isernia un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica il 13 marzo 2019, al fine di individuare iniziative risolutive della vertenza. Purtroppo, anche tale iniziativa, non produsse alcun effetto, visto che il fenomeno si ripropone stabilmente con arroganza e con più veemenza nel pieno sprezzo e nella non curanza delle regole. Neanche le segnalazioni sul pascolo notturno con evidente nocumento al benessere degli animali hanno sortito le conseguenze sperate presso gli organi preposti. Il fenomeno ha raggiunto limiti non più sostenibili mettendo a repentaglio i provvedimenti regionali istitutivi del Parco (L.R. n. 30/2008), la persistenza dell’area nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici (decreto n. 6419 del 20.02.2018 del Ministro delle PAAFT), stante i danni arrecati ai terrazzamenti, la candidabilità dell’area al programma GIAHS della FAO, la fruizione del Parco e la produzione di olio (stante i danni arrecati alle piante). Il fenomeno ha assunto tale gravità da ingenerare allarme sociale per l’arroganza con la quale viene condotto il pascolo, in maniera soverchiante nei confronti delle legittime rimostranze da parte degli olivicoltori e dei preposti alla tutela del territorio. Una recente riunione con il Parco con proprietari terrieri e il Comitato tecnico scientifico dell’Ente, si è conclusa con la sottoscrizione di una richiesta a S.E. il Prefetto di Isernia di voler convocare sull’argomento un nuovo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza al fine di concertare con gli Enti e Corpi di Polizia del territorio ogni utile iniziativa finalizzata a debellare il fenomeno in maniera definitiva con il sequestro della mandria e con il fine, non ultimo, di prevenire gravi incidenti stradali dovuti al pascolo incustodito nei pressi delle arterie stradali. 

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