Ed eccoci in serata all’appuntamento con una delle più tipiche, popolari ed antiche tradizioni venafrane, “ I favor’ r’ San G.seppe’ “, il falò di San Giuseppe.

Si terrà in uno dei quartieri a nord del centro storico, Le Manganelle, ed a farlo nella propria proprietà privata sarà una famiglia del posto, quella di moglie e figli di Mario Ruocchio, ebanista assai attaccato alle tradizioni locali. Vi parteciperanno in tanti sia del rione che di altre zone della città, a ribadire la valenza socio/culturale delle usanze storiche locali e la necessità di conservarle, tramandandole alle nuove generazioni perché a loro volta le attuino.

Nei giorni precedenti, come da abitudini degli avi, i Ruocchio ed altri hanno provveduto a raccogliere legna per comporre questa sera il tipico “ favor’ “, il falò da accendere non appena farà scuro. Dopodiché spazio a degustazioni, libagioni, musica, socializzazione, balli, canti e tanto sano divertimento nel solco appunto de “ i favor’ r’ San G.sepp’ “, tradizione capace di attrarre e coinvolgere tantissimo sino a notte inoltrata.

Precederà alle h 18,00 la celebrazione della Santa Messa nella vicina Chiesa del Viatico (detta di Cristo), che la stessa famiglia Ruocchio ha voluto in segno di devozione verso il Santo del giorno, San Giuseppe, Patrono e Protettore del fuoco, del lavoro e della famiglia. Diverso dal solito comunque quest’anno l’appuntamento venafrano coi tipici falò di San Giuseppe, data l’iniziativa detta “La notte dei fuochi” promossa per sabato prossimo 23 marzo a fini turistici.

Si punta con tale appuntamento ad attirare ospiti e forestieri, ma intanto la tipicità di quest’oggi de “ I favor’ r’ San G.sepp’ “ inevitabilmente ne risentirà quanto a numero di falò accesi e partecipazione popolare. Domanda : non si poteva rispettare la tradizione plurisecolare accendendo dappertutto tanti “ favor’ “ nell’odierna serata di San Giuseppe favorendo la festosa ed abituale partecipazione popolare e poi organizzare ugualmente la successiva “Notte dei fuochi” sabato prossimo? Certo che si poteva, ma non si é voluto! Ed a molti venafrani la cosa non è andata giù …

Tonino Atella