Una esternazione di tanti a Venafro che volentieri ospitiamo rappresentando un problema di vasta portata sociale. “Siamo in 11mila a risiedere in città, -spiegano in molti- c’è anche consistente affluenza quotidiana di forestieri tra noi, ma Venafro non è provvista di un solo wc comunale a disposizione della collettività. In caso di urgenza fisiologica, non c’è dove “riparare”! Restano i bar o qualche “riparo” improvvisato per i maschi (ad esempio una traversa o un luogo poco frequentati, o un albero …), assolutamente nulla per le donne ! Anni addietro c’era un approssimativo e minimo -quanto a decorosa accoglienza- wc comunale lungo la salita di Via Cuoco, ma venne chiuso e murato probabilmente per questioni igienico/sanitarie mancando personale ad hoc per tenerlo pulito, e da allora non è stato realizzato altrove un servizio simile nell’abitato urbano. C’era ad onor del vero un wc nei giardini pubblici di Villa Maria, ma analogamente sono stati sbarrati con appositi lucchetti e non più riaperti ! Insomma in caso di necessità fisiologiche impellenti non si sa dove “riparare”, dove ”correre” a Venafro !”. Quindi problema di vasta portata sociale? “Questa è la situazione di fatto! Restano i wc dei bar, ma trattasi di servizi privati per il cui utilizzo bisogna consumare qualcosa al banco. Ad onor del vero, ci sarebbe l’alternativa di un wc per la collettività ma dalla Casa Comunale o più esattamente dai dipendenti municipali pare non intendano metterlo a disposizione del comune cittadino. Il wc in tema è situato nell’ex ”taverna” di piazza Vittorio Veneto, esattamente a pian terreno dell’ex palazzo Armieri acquistato dal Comune di Venafro ed oggi ristrutturato, accogliente e sede di uffici e servizi municipali, ma resta nella piena ed esclusiva disponibilità dei dipendenti comunali e non già dell’intera collettività cittadina. Se invece se ne disponesse l’utilizzo da parte di tutti, si risolverebbero seppure in parte i problemi che scaturiscono dalla mancanza in città di un wc di uso collettivo”. Non resta allora che girare l’istanza agli amministratori locali perché risolvano la questione, previa la massima garanzia in fatto di pulizia, igiene e decoro del servizio igienico citato.

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