di Giovanni Minicozzi

Nelle scorse settimane il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del consiglio Mario Draghi hanno atteso il loro turno e poi si sono messi in fila per vaccinarsi.
In Italia, invece, è andato in scena un altro spettacolo, una indegna commedia, architettata dai tanti furbetti che, con la complicità di alcuni politici e delle aziende sanitarie, hanno saltato la fila degli over ottanta e delle persone fragili in barba a qualsiasi regola.
Diverse procure del bel paese stanno indagando per verificare eventuali responsabilità penali in capo ai furbastri e ai loro complici.
“Con che coscienza i più giovani hanno saltato la fila togliendo il vaccino a chi rischia la vita” ha giustamente urlato nei giorni scorsi Mario Draghi il quale però non ha citato i complici di tale spregevole azione.

Dalle nostre parti non va meglio e la voce “Altri” registra alcune migliaia di persone vaccinate non tutte titolate a scavalcare gli ultraottantenni e i fragili.
Infatti fonti attendibili mi segnalano che sarebbero stati vaccinati tutti i giovani dipendenti di una nota società che fornisce servizi informatici alla Regione, con affidamento diretto, per centinaia di migliaia di euro/anno.
Ma non finisce qui perché dal l Palazzo è filtrata la notizia che sarebbe stato vaccinato l’intero staff del presidente, i suoi consulenti e, in qualche caso, i figli del consulente stesso.

In sostanza anche sulla precedenza per la vaccinazione sarebbe in essere una sorta di clientelismo politico a danno degli aventi diritto.
Mi sono limitato a riportare i fatti più eclatanti a mia conoscenza ma i furbetti del vaccino sono tanti e mettono a rischio la vita di coloro che, a vario titolo, hanno urgenza di vaccinarsi. Sono certo che la Procura approfondirà quanto denunciato e, fin da ora, dichiaro la mia totale disponibilità a fornire ogni informazione utile alle indagini.