di T.A.

Un testo/denuncia che racconta determinati mali dell’Italia, dovuti alla camorra in materia di esecuzione di opere pubbliche. Un libro che passa in rassegna tante tragedie nazionali, mettendo il dito nella piaga di determinati lavori. E’ quanto appena pubblicato dall’isernino 44nne Paolo De Chiara nel proprio lavoro “Una vita contro la camorra”, coi tipi di Bonferraro Editore e che nel breve verrà presentato in Molise. Del testo, ecco quanto si scrive in premessa : “ I drammatici eventi che state per leggere si sono verificati in Italia, nel Paese delle mafie. In questa terra corrotta, i “veri” testimoni di giustizia sono trascurati, ignorati da tutti. Le indignazioni sono solo una facciata, parole vuote e prive di significato. Sono solo parole sprecate, una pura apparenza, una illusione. Proclami tediosi. Questa è la vera storia di un testimone di giustizia”.  Quindi la drammatica testimonianza : “In veste di dirigente, ho scoperto molte strutture autostradali al limite del collasso.” Il prosieguo della presentazione del lavoro editoriale : “Attraverso le sue parole, si dipinge un quadro dettagliato di un percorso pericoloso, pieno di minacce, che ha coinvolto non solo i camorristi, ma anche i vertici corrotti dello Stato e spregiudicati dirigenti aziendali, interessati solo agli affari criminali. Una vita intera dedicata alla lotta contro la camorra, per debellare il male. Il protagonista di questa toccante storia ha denunciato i lavori di costruzione della passerella di Cinisello Balsamo, il crollo del casello di Cherasco, il casello di Ferentino, i ponti e i caselli di Rosignano, Senigallia e Settebagni, nonché quelli di Firenze; ha denunciato il portale crollato presso Santa Maria Capua Vetere, i lavori sull’A1, sull’A11, la gara pubblica di Locate Triulzi, gli appalti a Trento e presso il carcere di Larino. Gravi carenze strutturali che costituivano una minaccia per i cittadini italiani, ignari di un sistema che aveva causato numerose vittime negli anni passati. Nel Paese del “giorno dopo,” ci sono grida di scandalo durante i funerali, ma poi tutto passa nell’indifferenza generale. Il protagonista di questo libro ha vissuto un vero e proprio inferno. Ha denunciato un sistema corrotto, un intreccio tra la camorra, la politica e l’imprenditoria che trae profitto anche dagli appalti pubblici. Si è rivolto alle Procure italiane per smascherare le anomalie, i guadagni illeciti e i legami con le figure di spicco nel mondo aziendale e istituzionale”.

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