di Massimiliano Scarabeo
Tra qualche giorno ricorderemo l’infausta data del tradimento italiano nei confronti degli Esuli istriani, consumatosi ad Osimo il 10 novembre di 47 anni fa, e così vogliamo riproporvi un documento che spiega bene quella nostra grande amarezza che caratterizza ogni vigilia di questa tragica ricorrenza.
Una lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri, Aldo Moro, mandata alla sede di Palazzo Tonello ed indirizzata alla Fameia Capodistria, che ancora oggi raccoglie, sempre in seno all’Unione degli Istriani, gli esuli di quella città, che era la più grande di quell’area contesa, in risposta ai timori che gli erano stati fatti presenti rispetto al continuo cedimento italiano alle pressioni di Tito affinché la Zona B venisse ceduta alla Jugoslavia.
Era il 1965, dieci anni prima della firma del Trattato, e Moro era Presidente del Consiglio dei Ministri: dieci anni dopo, nell’ottobre 1975, solo un mese prima di firmare l’Accordo di Osimo, e sempre nella veste di capo del Governo, analoghe false assicurazioni erano giunte per lettera al Presidente dell’Unione degli Istriani di allora, Lino Sardos Albertini.
Che dire: un tradimento infinito!
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