di Massimiliano Scarabeo
Non troppo lontano dalle isole Tremiti si trova un piccolo arcipelago, detto Pelagosa o delle Pelagose in italiano (Palagruža in croato) che, pur facendo parte della Repubblica di Croazia, è legato all’Italia, soprattutto alla Puglia, per motivi storico-geografici. Le isole sono più vicine alle Tremiti (di cui costituiscono la naturale continuazione) che a Lissa o Lagosta, così come sono più distanti dalla costa dalmata che da quella pugliese. Per tali ragioni Pelagosa è spesso considerata come parte della regione geografica italiana. L’arcipelago è formato da tre isolotti principali, ovvero Pelagosa Grande, Pelagosa Piccola e Cajola, nonché da scogli quali Manzi, Pampano, Sasso di Tramontana, Pupach, Sasso d’Ostro, Sasso Braghe e Secca Nina.
Le isole per alcuni secoli vennero controllate dalla Repubblica di Venezia, che non insediò alcuna popolazione in loco. Successivamente passarono sotto il controllo del Regno delle Due Sicilie, il quale aggregò il territorio alla provincia della Capitanata (attuale provincia di Foggia). Durante questo periodo a Pelagosa si insediò un gruppo di pescatori ischitani con le loro famiglie, tutti parlanti il dialetto napoletano (che viene parlato anche nelle vicine isole Tremiti). Nel 1861 la zona passò formalmente sotto la sovranità del Regno d’Italia; tuttavia, de facto l’amministrazione italiana si disinteressò a Pelagosa, che presto si spopolò fino a divenire disabitata. Gli austriaci approfittarono della noncuranza italica per occupare militarmente le isole nel 1873, edificando anche un faro (uno dei più grandi dell’Adriatico) nel 1875. Il Regno d’Italia, nonostante alcune rimostranze diplomatiche, fu costretto ad incassare il colpo e ad accettare quindi l’occupazione di una piccola parte del territorio nazionale. Durante la Grande Guerra le isole furono teatro di diversi scontri tra italiani ed austriaci; al termine delle ostilità le isole tornarono al Regno d’Italia, che le aggregò al comune di Lagosta sotto la provincia di Zara. L’aggregazione dell’isola pugliese alla Dalmazia italiana fu un grave errore, in quanto le future rivendicazioni jugoslave saranno basate proprio sulla presunta “dalmaticità” di Pelagosa. Durante il fascismo giunsero sulle isole dei pescatori provenienti dalle Tremiti, che rimasero fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1941 e il 1943 le Pelagose furono accorpate alla provincia di Spalato, nel Governatorato della Dalmazia. Con la fine del secondo conflitto mondiale le isole vennero annesse alla Jugoslavia socialista e tornarono ad essere disabitate.
Nonostante il Trattato di Parigi del 1947 preveda per i pescatori italiani la possibilità di pescare con non più di 40 barche (anche se in periodi specifici), in diverse occasioni le autorità croate hanno violato gli accordi fermando le imbarcazioni italiane.
Articolo precedenteTafferugli nel parcheggio dello stadio, 2 giovani isernini fermati
Articolo successivoCalcio. Il Campobasso 1919 “Re” dell’Eccellenza. Battura l’Isernia per 2 a 0 e primato solitario davanti a 1500 spettatori