E’ il grido di allarmati cittadini dell’isernino preoccupati per il futuro del Veneziale del capoluogo dopo contrazioni e soppressioni di servizi e prestazioni al SS Rosario di Venafro ed al Caracciolo di Agnone 

Siamo ormai ad una sorta di “muro del pianto” generalizzato ed in quanto tale decisamente preoccupante in prospettiva futura, ossia in materia di prevenzione e tutela della salute di tutti ! Nulla a che vedere però con fede e sentimenti religiosi, bensì con quanto di preoccupante in materia di servizi e tutela della salute di ciascuno continua ad accadere all’ospedale Veneziale di Isernia, all’indomani di contrazioni e soppressioni di servizi e trasferimenti di personale già purtroppo verificatisi tanto al SS Rosario di Venafro che al Caracciolo di Agnone, nosocomi -gli ultimi due citati- ridotti purtroppo a ben poca cosa in quanto ad  assistenza medico/scientifica all’utenza, costretta giocoforza  per cure ed assistenza a “bussare” altrove, con tutte le implicazioni negative del caso.

Ospedale SS Rosario Venafro

In effetti ecco quanto asserisce, a ragione allarmato e preoccupato, il pensionato isernino Gianni Perna per gli accadimenti ultimi al Veneziale della propria città : ”Un autentico tsunami -attacca l’uomo- continua ad abbattersi sull’ospedale provinciale Veneziale di Isernia tra contrazioni, soppressioni e trasferimenti di personale !  Non bastasse la pandemia che continua ad aggravare le difficoltà, soprattutto delle persone più fragili !”. Quindi l’appello del pensionato agli stessi sanitari del Veneziale : “Vi prego, aiutatemi a fare qualcosa per difendere il nostro ospedale. Il sottoscritto e tant’altri contiamo solo su di voi ! Le preoccupazioni per la salute sono generalizzate e continue! Cosa ci tocca per il futuro in materia di prevenzione, assistenza e cure ?”. Situazione precaria e generalizzata quindi per gli ospedali della seconda provincia molisana, il cui territorio continua ad essere impoverito delle necessarie tutele della salute popolare, aspetto questo che allarma e non poco le collettività residenti le quali si sentono esposte a pericoli consistenti, venendo meno a monte i giusti e necessari presupposti per la tutela della salute di ciascuno.

Ospedale Caracciolo di Agnone
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