di Giovanni Minicozzi

Fino a qualche anno fa la stazione sciistica di Campitello Matese era considerata la migliore del centro sud e occupava circa 500 addetti tra lavoratori dipendenti e autonomi. Dopo il fermo dello scorso anno dovuto alla pandemia oggi 20 dicembre gli impianti di risalita sono tutti chiusi per una colpevole mancata revisione imposta dalla normativa nazionale per poter garantire sicurezza agli utenti.

La regione ha assegnato la gara a una ditta specializzata alla fine dello scorso mese di ottobre ma i lavori non sono ancora cominciati per responsabilità di un’impresa sub appaltatrice che avrebbe dovuto eseguire la necessaria manutenzione. Peraltro il costo a carico della Regione è stato di oltre un milione di euro per la sola seggiovia Colle del Caprio . Oggetto di revisione anche l’impianto denominato Capo D’acqua , lavori che avrebbe dovuto eseguire la stessa ditta subappaltatrice con altre risorse pubbliche.

Da sottolineare che i due impianti in questione rappresentano la spina dorsale dell’intera stazione sciistica e se restano fermi le potenzialità degli impianti di risalita si riducono del 70%. Considerati i tempi indeterminati per eseguire i lavori gli operatori confidano in una deroga del ministero dei trasporti che però non arriva poiché la richiesta e’ stata presentata ai primi dello scorso mese di novembre e non con il dovuto anticipo. Il paradosso che fa arrabbiare i diversi gestori di Campitello Matese e’ che in questi giorni la montagna si presenta in perfette condizioni climatiche con tanto sole e con piste perfettamente innevate.

Fino a pochi giorni fa Campitello ha ospitato centinaia di turisti con il tutto esaurito negli alberghi ma la persistente inattività degli impianti ha costretto gli ospiti a dirottarsi verso l’Abruzzo con preferenza per Roccaraso. E non finisce qui perché gli operatori in questi giorni stanno ricevendo una valanga di disdette per le feste di Natale, fine anno ed Epifania, disdette collegabili non solo al diffondersi della pandemia ma anche alla persistente chiusura degli impianti.

Dunque il tanto decantato incremento del settore turistico molisano presenta una gravissima pecca che coinvolge direttamente l’intera economia regionale, oltre 500 addetti rimasti fino ad ora senza lavoro e tutti gli esercenti ridotti alla canna del gas. Intanto oggi il consiglio regionale ha discusso una mozione presentata da Angelo Primiani del m5s sulle criticità della stazione sciistica, mozione che, verosimilmente, non risolve il problema ma – come sempre – resterà lettera morta considerata anche l’assenza in aula del presidente Toma e di assessori importanti.

Da ultimo va rilevato il colpevole ritardo nella perimetrazione del parco del Matese da sempre promesso dall’assessore Nicola Cavaliere e mai realizzata. Tale inadempienza sta determinando la perdita di circa tre milioni di eruro destinati dal governo centrale all’atto della istituzione del parco. Purtroppo ci sono gli oppositori dell’area protetta tra i quali la categoria dei cacciatori alla quale, guarda caso, appartiene proprio l’assessore Nicola Cavaliere.

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