di Christian Ciarlante

Terremoto nel Pd dopo la pesante sconfitta elettorale subita alle Politiche. Ieri Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni “congelate” da segretario nazionale del Pd. Debora Serracchiani ha lasciato la segreteria nazionale.

Il crollo dei democratici, come prevedibile, ha messo in fibrillazione tutto lo stato maggiore del partito. Sono saltati tutti gli schemi e anche i fedelissimi di Renzi hanno rialzato la testa mettendosi di traverso contro il segretario. Le dichiarazioni rilasciate alla stampa, a seguito della batosta elettorale, non sono affatto piaciute agli esponenti di spicco dei dem che uno alla volta hanno preso le distanze dalle parole sibilline dell’ex premier.

Se a livello nazionale sono in corso grandi manovre per ricostruire un partito alla deriva, anche a livello regionale, il colpo è stato accusato duramente. L’onda d’urto nazionale sta facendo sentire i suoi effetti anche in tutte le regioni dove il Pd è stato spazzato via dal ciclone “pentastellato”.

La segretaria del Pd regionale della Campania, Assunta Tartaglione, ha presentato le proprie dimissioni nel corso della segreteria regionale. Giacomo Leonelli si è dimesso da segretario regionale del Pd dell’Umbria. Anche Francesco Comi, segretario regionale del Pd Marche, si è dimesso. In Toscana si è dimesso il segretario regionale dem, Dario Parrini. Antonella Grim si dimette da segretaria regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia. Mentre il segretario del Pd abruzzese Marco Rapino è pronto a rassegnare le dimissioni. Con l’aria che tira in queste ore potrebbero seguirne altre. Nei prossimi giorni ci sarà una resa conti, molto probabilmente, nelle restanti segreterie regionali.

Solo in Molise tutto scorre nella tranquillità più totale, come se nulla fosse accaduto. I democratici non sono riusciti ad eleggere nessun rappresentante alla Camera e al Senato, una disfatta totale.

La segreteria regionale si è limitata a prendere atto della netta sconfitta rimediata: “Dalla sconfitta, ripartiamo. L’abbiamo fatto tante volte, dimostreremo di saperlo fare anche questa. Ringraziamo i cittadini e gli elettori e chi ci hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale. Chi ha lavorato generosamente con noi. Il partito, i partiti, gli amministratori, gli amici. Un grazie soprattutto ai candidati, persone competenti e capaci, di alto valore umano e professionale”.

Con queste parole viene liquidata una débâcle che peserà come un macigno sul Pd molisano. La segretaria regionale Micaela Fanelli, renziana di ferro, resta tranquillamente al suo posto e a dimettersi non ci pensa minimamente, come se le colpe del tracollo dei dem non fossero anche le sue. Come Hiroo Onoda, l’ultimo dei giapponesi nella giungla, rimane al suo posto in attesa che qualcuno gli dica che il Pd è arrivato al capolinea.

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