di Christian Ciarlante

Alla luce di quanto accaduto nella città adriatica durante la giornata di ieri, mercoledì 11 luglio, la nuova amministrazione comunale farebbe bene a rivedere il progetto del tunnel, almeno per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza, in modo da evitare un domani di piangere delle vittime innocenti. La violenta bomba d’acqua che si è abbattuta su Termoli, solo per un caso fortuito, non ha avuto gravissime conseguenze.

La quantità d’acqua che si è riversata sull’urbe è stata impressionante, un episodio estremo che non sarà l’ultimo visto il cambiamento climatico in corso. Le aree urbane dovranno imparare a fare i conti con questi eventi estremi che in futuro saranno sempre più frequenti. Guardando le immagini che ieri giravano sui social, riprese da comuni cittadini, oltre a rimanere basiti da quello che stava accadendo, ci siamo posti anche qualche domanda in merito al tunnel che dovrebbe essere realizzato in base al nuovo progetto di viabilità integrata.

Il progetto di riqualificazione urbana prevede un tunnel tra il porto e il lungomare nord, un parcheggio multipiano interrato sotto piazza Sant’Antonio e il recupero del parcheggio multipiano nell’area di Pozzo Dolce. Non sta a noi decidere se sia giusto o sbagliato farlo, però una riflessione va fatta in merito ai fatti accaduti ieri: se ci fosse stato il Tunnel, cosa sarebbe successo ieri a Termoli? Di cosa avremmo parlato oggi? C’è la certezza che un’opera di questa portata possa garantire la sicurezza degli automobilisti (al cento per cento) nel caso la città venga colpita da una violenta bomba d’acqua? Domande più che lecite a cui solo i tecnici possono rispondere, ma dando uno sguardo al progetto, a noi qualche dubbio è venuto.

Però, non essendo dei tecnici o ingegneri, evitiamo di esporre tesi “pour parler”. Visto quello che è accaduto a Pescara, la preoccupazione che cio’ possa accadere anche a Termoli, deve assolutamente essere messa in preventivo. La sicurezza dei cittadini e degli utenti della strada, al di là delle beghe politiche e degli interessi di pochi, deve essere posta al primo posto da chi amministra la città. Il futuro sottopasso sarà davvero a prova di “bombe d’acqua”. E’ previsto un sistema per la canalizzazione delle acque? Sarà realizzato un sistema di scarico e raccolta acque in modo da scongiurare pericolosi allagamenti?

L’auspicio è che, se mai si dovesse arrivare alla realizzazione del tunnel, questi interventi vengano messi in cantiere prima e non dopo un disastro. Quello che si verifica nelle altre città italiane dovrebbe essere da monito. La politica locale e regionale dovrebbe essere preoccupata dell’accaduto ed agire di conseguenza invece di preoccuparsi del fatto che i cittadini non abbiamo compreso il progetto.