di Pietro Tonti

Il periodo surrealista del compianto artista Umberto Taccola alla fine del novecento, inizio del Terzo Millennio ad Isernia, trova dimensione in dodici figure oniriche, come 12 sono i mesi dell’anno. Acquerelli sublimi, in cui la bellezza floreale si incarna con quella femminile.

Saggio indiscusso di un bello stravolto dallo scandagliare nell’inconscio per far emergere il sogno dell’artista.

Con la pubblicazione delle 12 cartoline, figure inedite, mai pubblicate sul web, offro un piccolo contributo all’indimenticato Umberto, il quale generosamente me ne fece dono, in una delle tante visite nella sua abitazione.

Il grande Umberto riusciva ogni volta a stupirmi, oltre che per l’estro artistico e la straordinaria creatività, con elucubrazioni sul divenire dell’esistenza e la sua consapevole “caducità”, prima che si allontanasse per sempre da Isernia.

Era un addio, non un arrivederci, non sarebbe tornato più nella città pentra, ma andava via con quella malinconica contezza, tipica di chi lascia una scia del proprio essere. L’artista Taccola infatti ha segnato in maniera indelebile in chi lo ha conosciuto e attraverso le sue opere, un periodo positivo per lo sviluppo di una città che avrebbe meritato certamente più attenzioni dopo la sua partenza.

Restano le sue cartoline, i suoi disegni, i suoi acquerelli, il suo pensiero positivo, esaltato nella bellezza dell’essere vivente e la speranza di una continuità in un’altra dimensione.

La seguente pubblicazione con la presentazione delle 12 cartoline tipiche della sua visione surreale della donna, essere divino per antonomasia, fu studiata ed elaborata direttamente da Umberto Taccola, in cui ne spiega la filosofia e il significato:

DEL SURREALISMO:

<<Movimento artistico sviluppatosi in Francia nel primo dopoguerra e teorizzato da Andrè Brèton nel 1924. L’estetica del Surrealismo si basa sulla percezione diretta dell’attività inconscia dello spirito, filtrata attraverso gli automatismi, i sogni, gli stati sonnambolici, i fantasmi; ed espressa << indipendentemente da qualsiasi controllo della ragione, fuori da qualsiasi preoccupazione estetica e morale>>.

<<Con STRELIRZIA E LE ALTRE, si allude a quell’”eterno femminismo” in verità tanto effimero nella sua breve bellezza quanto effimera  è quella delle orchidee, pregiate e splendenti a dispetto della loro qualificazione botanica: meraviglie certo, saprofite o parassite. Tant’è. Del resto, oggi, l’importante è apparire; o è vero il contrario?>>

LE DIDASCALIE:

<<Giacchè “differente è bello” si è deciso di ricorrere a una forma poetica fiorita in Giappone nel XVII secolo. L’HAIKU. Per noi, gl’italiani, notoriamente verbosi, una scoperta sconvolgente: pensate, un poema composto di sole diciassette sillabe (un quinario, un settenario, un quinario). Una storia, un pensiero, un’immagine contenuta nel minimo spazio cartaceo, nel minimo di tempo…Un “hurrà” ai poeti del Sol levante che, con grazia tutta orientale, ci ricordano di quanto effimera sia la bellezza perché brevissimo è il tempo a noi concesso dagli Dei>>.

Umberto Taccola

 

 

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