«Ci sono tre eventi, fortemente identitari, entrati a far parte della memoria collettiva dei campobassani: la Sagra dei Misteri, la processione del Venerdì Santo con il coro del De Nigris, la Su e Giù, da anni punto di riferimento per lo sport nella nostra città e nella nostra regione». Lo ha affermato il presidente Toma, intervenuto all’Auditorium “Arturo Giovanitti” di Palazzo Gil, dove ieri sera ha avuto luogo la presentazione della 46esima edizione della Su e Giù e la cerimonia di premiazione in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione del Gruppo sportivo Virtus.

Riferendosi alla gara podistica, il governatore ha sottolineato come per un giorno Campobasso diventi il luogo e il simbolo dove vengono abbattute tutte le barriere, di genere, di razza, di età, di ceto sociale, di abilità fisica, e dove trovano spazio anche gli animali, preziosi amici dell’uomo. «È un momento di gioia, di entusiastica partecipazione, di solidarietà vera, un mondo che vorremmo venisse mutuato anche al di fuori dello sport: questo è il grande messaggio di umanità che ci trasmette la Su e Giù», ha detto Toma. La serata a Palazzo Gil ha assunto, tra l’altro, un significato particolare, in quanto il sessantennale del Gruppo sportivo Virtus è stato l’occasione per tributare riconoscimenti ad atleti e personaggi del mondo sportivo che si sono distinti in questi sessant’anni di attività, spesi nello sport e per lo sport.

Riconoscimenti che gratificano chi li riceve, ma allo stesso modo spronano i più giovani a fare bene, affermando i valori educativi e sociali della pratica sportiva. Il governatore ha ricordato anche quanti, a diverso titolo, sono stati protagonisti delle diverse stagioni della Virtus e ora non ci sono più: Mario Farinaccio, grandissimo marciatore a cavallo degli anni Sessanta-Settanta, campione nazionale juniores CSI, prematuramente scomparso; il mai dimenticato Nicola Palladino, mezzofondista e poi, per tanti anni, dirigente della società; Leo Leone, padre fondatore della Virtus, colui che portò a Campobasso la marcia, disciplina pressoché sconosciuta negli Sessanta qui da noi; il maestro Domenico Fratianni, che ci ha lasciati di recente e a cui è dedicata la 46esima edizione della Su e Giù.

«E ci sarebbero ancora tantissimi altri nomi da citare», ha osservato il presidente della Regione. Al presidente Nicola Baranello, l’ultimo atleta, in ordine di tempo, cui è toccato il testimone di una staffetta meravigliosa, che è poi la storia del Gruppo Virtus di Campobasso, il governatore ha augurato di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi.

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