Ribadiamo la nostra diffida già inoltrata nel marzo 2018 contro l’amministrazione di destra del Comune di Isernia, per l’immediata revoca della assurda ed antisociale decisione di incrementare del 60% le tariffe orarie dei parcheggi a pagamento (da 50 a 80 centesimi) e di aumentare gli stessi da 565 a 827, sottraendo ulteriori posti alla gratuita fruibilità.

Come già sostenemmo nel 2018 l’affare è grosso: 827 posti, se già fossero impegnati in media già per sole 4 ore al giorno (stima molto prudente), su 312 giorni all’anno, darebbero un ricavo annuo alla società privata stimabile in oltre 1 milione e 32 mila euro, a fronte di un canone annuo da versare al Comune di soli 162 mila euro.

Affare che aumenta notevolmente per la massa delle persone che rioccupano il posto liberato in anticipo sicché per la stessa fascia oraria si incassa due volte, oppure l’aumento probabile delle ore medie di fruizione. La gran massa di queste risorse tratte dalle tasche delle masse lavoratrici isernine e pendolari non andranno al Comune per incrementare occupazione e servizi, ma solo a profitto della società privata. Né si comprende perché il Comune non assuma la gestione diretta.

Veniamo ora alle richieste pervenuteci da molti, di far conoscere anche le principali eccezioni legali su cui si basa la nostra richiesta di revoca in autotutela, che si potranno opporre anche per impugnare eventuali multe. La sottrazione di spazi pubblici al parcheggio gratuito deve essere giustificata da uno specifico interesse pubblico connesso al piano del traffico: di esso non v’è traccia nella delibera.

Né c’è nessuna sopravvenuta “emergenza parcheggi” o di traffico, tale da “giustificare” tali modifiche vessatorie. Fare cassa o, peggio ancora, basarsi su grossi budget da garantire alle società affidatarie rendono dunque illegittima tale delibera, per assenza assoluta di interesse pubblico, a parte la palese iniquità sociale per le classi popolari che rimane l’aspetto precipuo.

Ma vi sono altre eccezioni di nullità della delibera, poiché non risulta verificato il rispetto dei seguenti parametri di legge:

a)- della dotazione minima di mq. 2,50 di aree per parcheggi pubblici gratuiti per abitante, imposta dall’art. 3 del D. M. 2 aprile 1968;

b)- riserva di appositi spazi per parcheggi gratuiti in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione prescritti dall’art.2 della L. n.122/1999.

c)- per gli invalidi non è data prova del rispetto del parametro ex art. 11 del DPR 503/1996, cioè della riserva di almeno un posto almeno per ogni 50 o frazione a pagamento; peraltro rivendichiamo la facoltà comunale prevista dalla citata norma di aumentare almeno 3 per ogni 50 i posti riservati agli invalidi spesso penalizzati.

Così come rivendichiamo agevolazioni per disoccupati, precari e persone non agiate. Su queste rivendicazioni occorre attivare la mobilitazione popolare a Isernia, a partire da iniziative unitarie della sinistra politica, sociale e sindacale della città.

Questa è infatti un’ulteriore mannaia sulle classi popolari isernine e pendolari, già impoverite da politiche capitalistiche ed antisociali al centro come in loco, una delibera priva di ogni giustificazione sotto il profilo dell’interesse pubblico, ma solo funzionale a creare un ingente profitto al capitale e al profitto di pochi.

E’ la conferma della natura di classe di queste Giunte comunali, veri comitati esecutivi della borghesia, per dirla con il sempre attuale Carlo Marx.