La città, i fedeli non dimenticano. E così periodicamente tornano in cronaca a Venafro iniziative perché si ritrovi lo storico e bellissimo Busto Argenteo riproducente il Patrono San Nicandro, splendida opera della Scuola Orafa Napoletana del ’600, rubata da mani sacrileghe rimaste sconosciute sul finire di giugno 1986 dalla sacrestia della Chiesa di Cristo e non più ritrovata. La collettività cristiana venafrana, è bene puntualizzarlo, non è rimasta comunque un solo anno senza l’immagine/simbolo  della propria fede plurisecolare, appunto San Nicandro, realizzando il nuovo Busto già nel 1987. Un po’ di storia sul tema. Nicandro, giovane ufficiale dell’esercito pagano dell’antica Roma, ad inizio del terzo secolo d.C. venne inviato a Venafro assieme al fratello Marciano, anch’egli graduato, e ad un consistente drappello in armi per riportare l’importante provincia Venaphrum al paganesimo essendosi la popolazione del tempo convertita al nuovo credo, il Cristianesimo. Però tanto Nicandro che Marciano, assieme a Daria moglie del primo, si convertirono a loro volta alla nuova religione cristiana sino a rifiutare di sacrificare agli dei pagani come l’Urbe chiedeva, andando conseguentemente incontro alla decapitazione (303 d.C.).

La donna subì anch’essa l’estremo sacrificio, ma con metodo differente. In effetti, per tornare all’attualità della fede a Venafro, già nel 1987 ossia l’anno successivo al devastante furto  sacrilego che tanto sconvolse l’opinione pubblica venafrana, la città con unanime apporto economico popolare realizzò il nuovo busto del Patrono, opera questa volta dello scultore di origini molisane Alessandro Caetani, e da allora fermo restando gl’immutati  principi di fede celebra e venera la nuova immagine sacra esattamente con lo stesso slancio emotivo e l’identica intensità riservati al precedente simbolo. Ciononostante i venafrani non dimenticano il busto originario del loro veneratissimo Patrono rubato da ladri sacrileghi e periodicamente s’ingegnano per attivare iniziative al fine di ritrovarlo e riportarlo a Venafro.

Sono trascorsi cioè ben 36 anni dal furto nella chiesa del centro storico cittadino, del Patrono da 35 anni la città dispone della nuova immagine, ma nessuno dimentica quanto aveva ed oggi non ha più ! E così con sistematica cadenza, ad attestare le ferme ideologie religiose popolari, ecco pubblicazioni editoriali (tra cui il testo “Emozioni”), dichiarazioni, interviste tv ect. a ricordare quanto sottratto alla città ed implicitamente sollecitarne il ritrovamento. In tale ottica rientra anche la recente pagina su fb “Recuperiamo San Nicandro”, perché con un’azione ad ampia diffusione sul web si raggiungano quante più persone possibili, anche ben oltre i confini nazionali, e finalmente si restituisca a Venafro il mal tolto ! Nella convinzione che la splendida immagine del ‘600 napoletano tanto cara ai venafrani, giammai disciolta secondo i più, stia da qualche parte nel mondo (In Europa ? In Oriente ? Nelle Americhe ? Altrove ? Impossibile affermarlo con certezza!) e chi illegalmente la detiene debba finalmente restituirla a quanti tanto desiderano riaverla, ossia ai venafrani ! E mentre la storia prosegue incerta, l’attesa e la speranza non vengono mai meno !

 

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