di Giovanni Minicozzi

Tra polemiche e precisazioni continua il dibattito sul progetto fantasma proposto da mister Giorge H. Cohen per l’area marina Costa Verde di Montenero di Bisaccia
Totale attenzione con plauso da parte del presidente della Regione Donato Toma il quale lo scorso 29 marzo attraverso una nota stampa elogiava il progetto che, a suo dire, sarebbe idineo a sviluppare il sistema turistico del Molise.

“L’esecutivo ha espresso il proprio interesse affinché si dia avvio ad un percorso istituzionale tra enti e altre autorità pubbliche finalizzato ad un accordo di programma. …..” – così scriveva il presidente.

Verosimilmente però la Regione non ha effettuato alcun controllo ne’ sulla fattibilità del progetto ne sui fantomatici investitori cinesi disposti a sborsare circa tre miliardi di dollari per cementificare gran parte della costa molisana.
Per altro non risulta verificata la consistenza patrimoniale dei presunti investitori ne’ la provenienza del capitale da investire (Due Diligence).
In sostanza l’Ente si è affidato alle promesse del sedicente imprenditore Giorge H. Cohen che, secondo alcuni articoli redatti dalla stampa americana, avrebbe avuto in passato problemi di natura giudiziaria.

Riporto qui di seguito quanto trovato in rete:

“Nel 2013, il Washington Examiner ha riferito che Cohen ha utilizzato i fondi federali per acquistare opere d’arte dipinte da sua moglie per adornare il suo ufficio e utilizzate per oggetti come champagne, sottobicchieri da $ 200 e una sedia da $ 1.300. Cohen ha reagito contro due informatori che hanno portato preoccupazioni di spesa alle autorità di regolamentazione del governo, licenziandone uno dopo una degenza ospedaliera e pagando altre centinaia di migliaia di dollari per risolvere una denuncia di ritorsione. Ha personalmente costretto un terzo informatore a scrivere un’e-mail per ritirare le sue accuse all’amministrazione dei servizi generali”.
Tant’è!

Cauta invece la sindaca di Montenero di Bisaccia Simona Contucci la quale, interpellata da Futuro Molise, ha dichiarato:

“Negli ultimi giorni mi sono espressa più volte sul progetto “South Beach”, anche in Consiglio Comunale, e credo che ormai la mia posizione sia chiara.
Il mio è l’atteggiamento di un amministratore pubblico che ha ricevuto un’idea progettuale che, per dimensioni, impiego di capitali e forze lavoro, potrebbe modificare le prospettive di sviluppo di questo territorio. Detto ciò, ho ritenuto opportuno richiedere la convocazione di un Tavolo Tecnico alla Regione Molise, che saprà analizzarne l’impatto, le criticità e i benefici.

La sottoscritta ha portato avanti progetti di carattere ambientale per quella zona della Marina di Montenero di Bisaccia, come ad esempio l’istituzione della Riserva della Foce del Trigno e che sono state alla base del nostro programma elettorale, quindi nessuno mai consentirà iniziative che possano deturpare l’ambiente, perché l’Amministrazione che rappresento è per un turismo sostenibile senza se e senza ma; non possiamo esimerci, però, dal valutare con grande attenzione le opportunità che ci vengono proposte, senza assumere decisioni “di pancia”, ma analizzandole con grande equilibrio e sobrietà istituzionale.

L’area interessata da questa iniziativa è molto bella, soggetta a diversi vincoli ambientali, ma che ha svariate problematiche a partire da una fortissima erosione costiera pari a 5 metri l’anno, oltre a subire indiscriminato abbandono di rifiuti speciali e pericolosi. Così com’è non può rimanere; merita certamente uno sviluppo che ovviamente sia in linea con la vocazione del nostro territorio.
Per quanto concerne, infine, le identità e i curriculum del soggetto proponente e degli investitori cinesi, abbiamo già effettuato le verifiche del caso, ma ce ne sono ancora altre in corso di accertamento, per le quali mi riservo di darne comunicazione nel momento in cui avremo ulteriori ed esaustive novità”.

A mio avviso sarebbe opportuna una approfondita verifica anche da parte della Regione sulla provenienza delle risorse da investire e sul grado di affidabilità dei promotori prima di cedere alle lusinghe di fantasiosi venditori di fumo ai quali poco o niente interessa la tutela ambientale e paesaggistica del Molise.