Intanto il gruppo legato all’assessore Vincenzo Cotugno conquista un altro tassello nelle nomine regionali.

“Secondo coscienza compio questa scelta di interrompere l’attività amministrativa poiché non sarebbe giusto continuare ad occupare una posizione di visibilità senza poter apportare il giusto e doveroso impegno che la nostra amata Venafro merita”.

Sono queste le parole con cui il consigliere comunale Alfonso Cantone comunica al presidente del Consiglio e al sindaco della città la sua sofferta scelta di lasciare il ruolo di consigliere comunale.

Un gesto di altruismo quello dell’ingiustizia di ricoprire una “posizione di visibilità” che mal si concilia con la presenza di Cantone nel Consiglio di amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise. Una presenza che lo stesso Cantone definisce “inconciliabile” con la carica di consigliere comunale.

Infatti, secondo il decreto 39 del 2013, non può ricoprire un incarico pubblico chi ricopre il ruolo di consigliere comunale. In parole povere la nomina di Cantone all’Istituto Zooprofilattico, voluta dall’assessore Vincenzo Cotugno, è incompatibile con la carica di consigliere. Alfonso Cantone, dunque, ha dovuto fare una scelta: o continuava a ricoprire il ruolo di consigliere comunale oppure accettava la nomina nel CDA.

Qual è la differenza?

Che fare il consigliere comunale a Venafro vuol dire accontentarsi del gettone di presenza che corrisponde alle circa 20 euro per ogni partecipazione al Consiglio.

Il componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto zooprofilattico il trattamento economico cambia. La legge regionale numero 2 del 4 marzo 2015, all’articolo 8 recita: “Ai componenti del Consiglio di Amministrazione spettano, con oneri a carico del bilancio dell’Istituto, le seguenti indennità annue al lordo delle ritenute di legge:

a) al presidente un’indennità mensile pari al 20 per cento di quella del Direttore Generale;
b) agli altri componenti un’indennità mensile pari al 10 per cento di quella del Direttore Generale”.

Nel dettaglio, dunque, il componente del CDA percepirà una indennità di 1.183,27 euro. Dunque, il consigliere di opposizione al Comune di Venafro, optando per il Consiglio di amministrazione, ha eliminato l’incompatibilità.

“Ciò non vuole assolutamente dire che mi allontanerò dalle problematiche del territorio comunale, sarò sempre assillato dalla preoccupazione di difendere la comunità e ogni cittadino nella sua specificità” ha concluso la lettera di Cantone.

E certamente questo assillo sarà più sopportabile con un portafogli più pieno.

Red. Pol.