Il big dei Big, il prezzemolino del ruolo prestigioso e della poltrona che conta.

brasiello for president big

Il boss dell’amministrazione globale della ex provincia di Isernia e del comune, delle future cariche istituzionali che contano. Punta in alto il neo eletto presidente del contado di Isernia, non esclude la presidenza della regione, il parlamento o, se modificassero la legge negli States anche la presidenza  degli Stati uniti D’America. Se in futuro si scoprissero nuovi mondi abitati Lui sarebbe la, tra Andromeda e Alfa Centauri a convincere gli omini del: “telefono –casa” ad eleggerlo presidente intergalattico.
E’ da giustificarlo, c’è chi va a donnacce, chi ha il vizio del fumo e Lui ha il vizio del posto che conta, solo che in questo caso sulla poltrona non c’è scritto come sui pacchetti di sigarette: nuoce gravemente alla salute. In questo caso il messaggio intrinseco può essere: tanti incarichi possono nuocere gravemente ai cittadini. Tutto accentrato nelle mani di un’unica entità: nemmeno fosse un polipo riuscirebbe a stringere tutte le mani necessarie per accontentare le centinaia di richieste che giungono da comune e provincia.
A meno che il nostro presidente/sindaco non sia un prodotto della moderna tecnologia cibernetica della NASA, e abbia impiantato al posto del cervello una Cpu, collegata h24 con i maggiori terminali del Mondo e non sia l’eletto – quello divino – che tutto può ed è in ogni dove. Cosa che potremmo escludere a priori, vista la situazione di precarietà a cui sono votati i ruoli, fortunatamente pro- tempore per il nostro “Di – vino Iser –nino”.
Qual’ è la ricetta di cotanto ingegno e di tale maestria governativa? Al primo posto vi sono i proclami. Al secondo, l’interesse su tutto quello che si muove nel suo regno contorniato dalla solidarietà di una pacca sulle spalle. Al terzo, i tavoli di concertazione, un amore sfrenato per il mobilio a quattro gambe, mono gamba, l’importante che sia in mezzo ad una stanza, con ospiti e si discuta di tutto: anche se non si conclude mai nulla. Al quarto e ultimo posto, il gioco degli scacchi alla Bobby Fischer, solo che Lui lo è della scacchiera del salto politico nelle opportunità, quanto ad esperienza amministrativa, ne è più a digiuno Lui, che  Marco Pannella all’ultimo giorno di sciopero della fame: non ha mai fatto nemmeno il consigliere comunale. Ed è qui la forza della natura, il portento della volontà, la fortuna machiavellica che incontra il favore delle stelle e della dea bendata. Tutto nasce dal commercio. Presidente per 10 anni della C.C.I.A.A. a cui non ricordiamo a memoria quali siano state le iniziative che hanno portato nell’ultimo decennio, la provincia pentra a perdere progressivamente la maggioranza degli artigiani e la morte degli affari legati allo scambio delle merci e delle vendite – non parliamo delle industrie – nota troppo dolente. Il senso della laboriosità e della misura, si espresse a termine mandato, quando per le primarie – cavalcando il cavallo tricolore del PD – Lui che aveva amministrato il commercio fino a quel momento, raccolse le chiavi delle singole attività – ed in senso di protesta – le consegnò nelle mani del comune. Scaricando di riflesso la colpa delle negligenze due volte su se stesso? Come presidente della Camera di Commercio e subito dopo come sindaco. Da allora il commercio ha subito insieme all’artigianato e alle attività imprenditoriali un’impennata travolgente. Tutti i corsi cittadini godono di grandi fitti impagabili, i negozi hanno raddoppiato le chiusure, gli imprenditori fuggono in massa, mentre le banche strozzano. E’ questa la stagione dello tsunami: Attila non avrebbe fatto meglio.
Impavido di donchisciottiana memoria, si batte tra i mulini a vento di Via Berta e Corso Marcelli.
Elargendo a tutti una promessa di interesse, un placebo illusorio, di un domani che sarà migliore al disoccupato, un pizzicotto al bambino alla villa comunale, tra escrementi di dog e puzzette di piscio.
Una bella città la vecchia Isernia non c’è che dire, tra gli sfratti esecutivi con la gente che non può già da ora, permettersi un tetto sulla testa, tra poco si vedranno anche i baraccati. Ci abituiamo sempre più a vedere ad ogni angolo un povero che chiede elemosine, ed il quadro è chiaro: protendiamo verso il Brasile. Visto che non esiste più la provincia di Isernia anche la città cambierà nome ed ecco: “Brasielia”, in linea con un futuro, accomunante gemellaggio con una favelas d’oltre oceano. Chi potrà contestare la nuova identità cittadina al suo massimo leader storico?
Difficile da dirsi, e forse non importa a nessuno. Chi può fugge da questa terra, chi non può vede cose strane e assiste impotente alla scalata al potere.
Un potere costruito come Giacomino sul fagiolo magico, che sementato cresceva, cresceva a dismisura. Giacomino vi salì su e fu proiettato su un altro pianeta: lì però c’erano i giganti…

Pietro Tonti

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