di Christian Ciarlante

Nel decreto rilancio il governo ha messo un miliardo e cento milioni per creare 7500 nuovi posti di terapia intensiva, ma dopo 5 mesi non sono state fatte neanche le gare d’appalto. In tutta Italia nulla è stato fatto e siamo ad ottobre. Di chi è la responsabilità? Come al solito, nella nostra “italietta”, dove si pratica agilmente lo sport dello scarica barile, ci si accusa a vicenda senza soluzione di continuità.

Le Regioni accusano il Commissario Arcuri e viceversa. Se tutto fila liscio senza intoppi, a fine mese dovrebbero iniziare i lavori per creare nuove postazioni che rispettino standard di sicurezza e di strumentazione tecnologica necessari ad assistere i pazienti più gravi. Sui tempi? Meglio non avventurarsi in questo campo.

Il tutto avviene mentre la curva dei contagi risale e noi rischiamo di essere nuovamente impreparati. Per non farci mancare nulla, siamo senza anestesisti-rianimatori. Questo accade nella sanità federalista dove ogni Regione decide di fare da sé, bypassando governo e commissario. Effetti della riforma del titolo V della Costituzione, voluta dal Governo Amato nel 2001.

Il nuovo ospedale Covid molisano? Se tutto va bene, sarà pronto a gennaio. Se tutto va male sarà pronto a marzo. Così parlò ‘Tomathustra’. Se tutto va alla maniera molisana, non sarà mai pronto. Ma non vogliamo essere troppo pessimisti. In quest’arco di tempo, in cui inizia la stagione fredda e dei malanni, è preferibile restare buoni e cercate di non prendere il Covid. Potreste diventare terra per i ceci.

In cinque mesi, da maggio a oggi: a parte non fare nulla, andare in ferie, grattasi la pancia, abbaiare alla luna e preservare la poltrona, esattamente, cari politici, è possibile sapere cosa diavolo avete fatto per assicurare il diritto alla salute dei molisani? Il Molise non puo’ affidarsi alla buona sorte! Ma chi vive sperando, disperato muore.