Michele Petraroia si chiede a chi competa approvare il PSR.
Se non si scioglie il nodo dell’inutilità del Tavolo Tecnico Nazionale, del ruolo dei Sub-Commissari ad acta e della vigilanza dei Ministeri dell’Economia e della Salute sulla gestione operativa della sanità molisana e si lascia concentrato tutto il potere decisionale sostanziale nelle mani del Presidente della Regione e del Direttore Generale dell’Asrem, ritengo inefficace qualsiasi confronto sul nuovo Piano Sanitario. Dalla stipula dell’Accordo col Governo sul rientro dal disavanzo gestionale avvenuta il 27 marzo 2007 sono trascorsi 5 anni senza che il problema si sia risolto. Dal 2009 il Presidente della Giunta e’ stato nominato Commissario ad Acta e opera con poteri monocratici eccezionali ma la sanità regionale non ne ha tratto benefici. Al contrario si sono accentuati gli sperperi, non e’ stata istituita alcuna forma di controllo sulla spesa, sul personale e sulla qualità del servizio, sono cresciuti gli atti di dubbia legittimità che hanno riguardato parenti e affini, sono stati regalati centinaia di migliaia di euro per prepensionare i medici ed i cittadini hanno toccato con mano il calo dei servizi, l’aumento delle imposte e l’inefficacia di una politica matrigna forte coi deboli e genuflessa coi figli di papà, assunti, accuditi e riveriti nel sistema sanitario pubblico in pieno piano di rientro. Oggi il Governo Monti va’ incalzato per spiegare le omissioni dei Sub-Commissari inviati in Molise e dell’inadeguatezza del Tavolo Tecnico di Verifica Ministeriale che ha scritto verbali rimasti a impolverarsi nei cassetti romani. La recente inchiesta sull’assenteismo nell’ASREM del Basso Molise conferma il vuoto ispettivo, le gravi carenze dei dirigenti e la necessità di rimuovere il Direttore Generale ASREM e tutti coloro che avevano l’obbligo di controllare e non l’hanno fatto. Perchè si insiste con long list e assunzioni interinali o a termine di medici, infermieri e ausiliari ? Un simile sistema pone i lavoratori sotto ricatto, costa di più e consente alla cattiva politica di allignare nei gangli della gestione sanitaria con conflitti d’interesse plateali e intrecci di ruolo che ci ricordano l’imperatore Caligola. Perchè non si controllano i DRG, le SDO e le cartelle cliniche delle strutture private, i cumuli di redditi di tanti medici a cavallo tra pubblico e privato, la spesa farmaceutica, l’acquisto di beni e servizi, i contratti coi fornitori, l’incredibile quantità di macchinari rotti nella sanità pubblica e le vergognose liste d’attesa per esami e visite specialistiche ? Se una paziente oncologica in cura da anni alla Cattolica e quindi senza alcun motivo di parzialità sulla stessa dice che il re e’ nudo, e che la Fondazione locale che ne ha preso il posto, e’ altra cosa, perche’ non se ne prende atto e ci si interroga sulle vere ragioni che hanno indotto l’Università Cattolica ad andare via ? C’e’ qualcuno pronto a scommettere che a Termini Imerese avere la Fiat o la Dr Motors e’ la stessa cosa ? E prima di parlare di integrazione tra strutture la Fondazione non dovrebbe offrire livelli qualitativi elevati, specialisti, tecnologie e implementazione di eccellenza con forti investimenti sulla ricerca, le terapie, l’innovazione tecnologica e le cure ? Il Cardarelli e’ e deve restare il principale ospedale pubblico regionale intervenendo per sopperire alle carenze d’organico e puntando a migliorare la dotazione di macchinari e la qualità dei professionisti in servizio. La medicina territoriale merita attenzione a partire dalla riorganizzazione del ruolo dei medici di famiglia, della guardia medica, dei poliambulatori territoriali, della rete dei distretti e dai gravissimi ritardi nell’avvio delle Residenze Sanitarie Assistite. Su 520 posti letto di RSA in 5 anni di controlli ministeriali ne sono stati attivati 20 con scandali come quello dell’ex-Casa di Riposo Pistilli che in Via Garibaldi ha una struttura ultimata e arredata per 80 posti letto ed e’ all’abbandono dopo sperperi di milioni di euro di denaro pubblico. Sul riassetto della sanità non servono le prese in giro di un finto confronto in Consiglio Regionale che si somma ai finti controlli ministeriali, all’inutilità del Tavolo Tecnico Nazionale al ruolo di assurda e paradossale inefficacia di Sub-Commissari ad acta che non agiscono nemmeno a valle delle inchieste giudiziarie.
Michele Petraroia
Conisgliere  della Regione Molise
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