L’analisi del Dott. Gennaro Barone, psichiatra e past president dell’Ordine dei Medici della Prov. di Campobasso.

L’impietosa relazione sulla sanità molisana redatta dagli ispettori ministeriali e diffusa dalle TV e dalla stampa, dovrebbe imporre un azzeramento dei vertici che gestiscono la salute della collettività regionale. Rappresenta infatti una solenne bocciatura (ammesso che ce ne fosse stato bisogno) che dovrebbe, in un paese normale, produrre risvolti drastici.

È ora di dire basta! I cittadini sono indignati perchè la tutela della salute in genere, non è più garantita come dovrebbe essere. Con 10 strutture di ricovero presenti in regione, è a dir poco imbarazzante essere arrivati a questo stato di cose! Tra l’altro, essere “deportati” altrove in caso di emergenza sanitaria di qualunque tipo, è indegno per una società civile, soprattutto se questo deriva da una gestione sanitaria per nulla lungimirante.

Non è più tollerabile questa situazione e non possiamo né dobbiamo rassegnarci. In più ora esiste agli atti una relazione ufficiale degli ispettori del Ministero che non può essere ignorata dal governo nazionale specie se ci saranno auspicabili prese di posizione da parte della politica locale. È chiaro che con il nuovo governo nazionale, eterogeneo e poco coeso politicamente, c’è il rischio di trovare probabilmente “indulgenza e comprensione” tra chi ormai occupa da poco i posti di comando a Roma. Ma qui la gente continua a morire ….

Si spera che a questo punto ci siano adeguati provvedimenti per questa regione martoriata e vittima di una politica che non brilla per efficienza. Se persisterà un prevedibile silenzio, vorrà dire che continueremo a non contare nulla e a non esistere perché numericamente insignificanti e poco rappresentati dai nostri parlamentari. Il popolo pensante cui se non altro è rimasta almeno la capacità di ragionare, chiede a gran voce di essere ascoltato.

Invoca un cambiamento di rotta e uno scatto di dignità anche tutto il personale operante in Sanità, spremuto, stremato e ridotto all’osso dagli improvvidi tagli effettuati sulle piante organiche e sui reparti degli ospedali, oggi tutti in crisi“.

“Quo usque tandem abutere patientia nostra?”
(Fino a quando abuserai della nostra pazienza?) – Cicerone –