movimento 5 stelle

di Redazione

La bozza di programma operativo 2023-2025 deve essere discussa anche all’interno dell’Aula di Consiglio regionale. Serve un atto politico forte per scongiurare, ad esempio, la scomparsa dell’emodinamica dall’ospedale Veneziale di Isernia: un presidio di vitale importanza che serve un’area vasta che va dall’alto Molise al resto della provincia. Ma questo è soltanto uno degli argomenti da trattare. Basti pensare al rapporto con gli erogatori privati o all’utilizzo del budget. Per questo, insieme a tutti gli esponenti di minoranza, depositeremo una richiesta di Consiglio monotematico affinché il tema venga affrontato in modo accurato con l’obiettivo di presentare le dovute osservazioni entro il prossimo 15 febbraio.
Intanto, è bastata una prima lettura del documento redatto dalla struttura commissariale per comprendere che i suoi contenuti rispondono alla logica dei numeri, ma non a quella dei bisogni dei molisani. Una logica che vede soccombere la nostra regione e che rischia di comprimere irreparabilmente il diritto alla salute dei cittadini.
Così facendo, infatti, non si tiene conto della conformazione territoriale di alcune zone del Molise, cosa che per le patologie tempo dipendenti impedirebbe di operare nei limiti della cosiddetta ‘golden hour’ per quelle aree più marginali della regione. Non si tiene conto della forte limitazione che ne deriverebbe per quanto riguarda la mobilità attiva da regioni limitrofe, come l’alto casertano e il cassinate che di fatto si riversano sul presidio pentro.
Ma non solo, perché naturalmente occorrerebbe discutere in modo approfondito del punto nascita di Termoli, di come investire al meglio le risorse del Pnrr nel settore della sanità pubblica per attrarre mobilità attiva e ridurre quella passiva, così come della rete ictus o del servizio di emergenza-urgenza.
La bozza del Pos 23-25, su tanti punti, è sovrapponibile al precedente e su alcuni aspetti, sempre a titolo di esempio, non tiene conto della cronica carenza di personale medico che affligge questa terra.
Perciò, riteniamo doveroso che un tema così importante venga discusso in Consiglio regionale. Perché se c’è anche una sola possibilità di cambiare le cose, noi saremo in prima fila per fare la cosa giusta. Ma questa non deve essere una battaglia ideologica su cui apporre bandierine politiche di alcun tipo, bensì un tema su cui confidiamo che la politica si dimostri unita, coraggiosa e decisa nella tutela del diritto alla salute di tutti.

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