Riceviamo e pubblichiamo la nota di Nicola Felice (Presidente Comitato San Timoteo di Termoli).

“Mentre da più parti si preannuncia una terza ondata del Covid, oggi ancora alle prese della seconda ondata, si registra la chiusura del reparto di Chirurgia all’ospedale Cardarelli a seguito di oltre trenta soggetti, tra ricoverati e personale sanitario, positivi al Covid.

Decisione presa inevitabilmente dalla dirigenza sanitaria che comporta a non poter eseguire ricoveri e interventi programmati nell’unico ospedale per le cure tempo-dipendenti.

Nello stesso tempo si continuano a registrare comunicati agli organi di informazione di esponenti e rappresentanti politici molisani, in merito alle passate e presenti criticità nelle strutture sanitarie regionali ulteriormente cresciute a seguito del Covid, indicando le inefficienze delle scelte fatte e le gravi responsabilità dei dirigenti preposti alla guida del servizio sanitario regionale.

Interventi, nella quasi totalità, di nostri rappresentanti politici, nazionali e locali, appartenenti a forze politiche molisane in opposizione al governo regionale. In ultimo è giunto quello del Senatore Fabrizio Ortis, che pensa di risolvere i problemi telefonando al Ministro Speranza.

Anche questi interventi hanno una loro utilità alla causa, sono necessari ma continuano a risultare insufficienti fin quando gli stessi politici, partiti e movimenti, presenti e sostenitori del governo nazionale, non rappresentano con la massima determinazione le stesse esternazioni nelle sedi opportune: Parlamento e Governo.

Da tempo si attende da” lorsignori”, più volte sollecitati, azioni concrete con richieste al governo di atti che portano a risolvere definitivamente le criticità del servizio sanitario regionale, ancora presenti nonostante i vari Commissari, tecnici e politici nominati dal Governo centrale negli ultimi 13 anni.

E’ acclarato che nonostante i tagli di spesa praticati negli anni passati dai vari commissari designati dal Governo centrale, non si raggiunge ancora l’equilibrio gestionale e si continua a produrre un deficit strutturale di oltre 30 milioni per ogni anno.

E’ risaputo che l’intera delegazione parlamentare molisana: due senatori e tre onorevoli appartengono a partiti e movimenti che fanno parte del governo nazionale, spetta loro in primis assumere l’iniziativa di chiedere al governo un decreto legge simile e con le dovute proporzioni, al decreto Calabria bis, con il quale alla regione Calabria viene assegnato un fondo triennale di 180 milioni di euro.

Questo risultato credo sia raggiungibile considerato che le problematiche del Molise sono poco rilevanti rispetto a quelle della regione Calabria, a partire dal debito sanitario molisano ad oggi di 110 milioni di euro contro gli oltre 2 miliardi di euro della Calabria. In tal modo si può accelerare l’uscita dal piano di rientro e dal Commissariamento e riportare la programmazione sanitaria al Consiglio regionale deputato al compito.

Per raggiungere il risultato, l’iniziativa deve essere supportata dall’intera classe dirigente e politica regionale, senza distinzione di colore, ruolo e appartenenza di partito. E’ tempo di agire da “sportivo, non da tifoso”. Ottenendo il risultato non si salva la testa o la poltrona di qualcuno, si salva il Molise e i Molisani!”