di Redazione

Sandokan, alias Francesco Schiavone, il capo del clan dei Casalesi, ha dominato la scena della criminalità organizzata per decenni. Ora sta collaborando con il capo della direzione distrettuale antimafia di Napoli Nicola Gratteri.  Le sue rivelazioni, oltre che sulla catena di omicidi e sugli affari della Camorra con gli appalti e il traffico di droga, getteranno un fascio di luce anche sulla gestione dei rifiuti tossici.  Che in molti casi finivano interrati anche nelle campagne del Molise. Lo aveva rivelato un altro pezzo da novanta della famiglia Schiavone. Carmine, cugino di Sandokan, aveva cominciato la sua collaborazione con la giustizia una decina di anni fa, raccontando ai magistrati il percorso dei camion carichi di veleni che, partendo dalla Campania, attraversavano l’Italia in lungo e in largo.  Il Molise, aveva detto in più di una circostanza Carmine Schiavone, era un posto sicuro dove scaricare i fusti che contenevano rifiuti tossici. La piana  di Sepino, con riferimenti a  Cercemaggiore e a Guardiaregia, e alcune cave dismesse del venafrano erano state indicate dal boss. Su quel sito le indagini ambientali vanno ancora avanti e stando alle ultime rilevazioni il rischio di un disastro ambientale nell’area viene considerato molto alto. Con queste dichiarazioni, ad avere qualche elemento in più sul traffico dei fusti tossici della Camorra potrebbe essere direttamente la direzione antimafia di Napoli.

Articolo precedenteLarino. Presentazione del libro ” “Con gli occhi di Agnese – il sogno di Bernardino Musenga: Campobasso città giardino” di Rita Frattolillo Di Zinno
Articolo successivoSECONDA GIORNATA DELLA JUNIORES AL TORNEO DELLE REGIONI 2024 CALCIO A 5!