di Redazione politica

In Giunta regionale manca carta e sapone nei bagni. In un momento in cui si chiede a tutti di lavare spesso le mani, i dipendenti regionali devono provvedere da soli. A volte manca persino la carta igienica. Voci diffuse tra gli inquilini dell’ente di via Genova raccontano di aver visto l’assessore al personale e ai trasporti, Quintino Pallante, scrollare le mani lungo il corridoio dopo essere uscito dal bagno.

Non va meglio negli uffici del Consiglio regionale. La dirigente Santoro pare abbia pregato gli uffici del secondo e terzo piano di non richiede materiale per le stampante e di avvalersi di fotocopiatrice piazzata nel corridoio dei due piani. “Al fine di contenere i costi del toner” si legge su una nota. I dipendenti lavorano con computer obsoleti.

Insomma, nonostante gli sforzi del commercialista di Forza Italia prestato alla politica, la Regione proprio non ce la fa a risalire la china. Il governo Toma non ne mette a segno una buona. Eppure la Regione è l’ente che ha i dirigenti più pagati d’Italia. Dovrebbero quindi contribuire al buon funzionamento della macchina amministrativa. Eppure quei 118mila euro annuali, in media, non bastano a far viaggiare la macchina Regione.

Non ci sono soldi per gli uffici, non ci sono soldi per i cessi, non esistono sui vari piani del palazzo i presidi anti covid come il detergente per le mani. Ma i politici regionali molisani continuano ad essere i più pagati d’Italia. Un trend iniziato nel 2015 con Frattura presidente, quando Vincenzo Niro presiedeva il Consiglio regionale e un certo Vincenzo Toma, fratello dell’attuale governatore, guidava la macchina amministrativa del Consiglio. Nominato e scelto dallo stesso Niro.

Ad aprile 2020 i 5stelle riproposero il taglio delle indennità. L’unico a votare a favore, insieme ai pentastellati, fu l’ex presidente della Regione Michele Iorio, esponente di Fratelli d’Italia.

Le cifre parlano chiaro:

13.500 euro mensili per i presidenti di Giunta e Consiglio;
12.000 euro mensili per assessori regionali e vice-presidenti;
11.250 euro mensili per presidenti di commissione e capigruppo;
10.500 euro mensili per i consiglieri regionali senza altro incarico.

Stipendi d’oro per produrre la più grande disorganizzazione sanitaria dopo un anno di pandemia.

Stipendi d’oro per negare che da settembre 2020 a febbraio 2021, in 5 mesi, il Molise ha subito più di 300 vittime per il Covid.

Stipendi d’oro per vedere i molisani privi di qualunque servizio.

Ma in fondo, come recita un proverbio: dove non c’è vergogna, mancano sia la virtù che l’onore.