Lo smarrimento di questa fase è talmente forte che in un recente confronto avuto nel convento di Matrice col Vescovo Emerito di Prato, Mons. Gastone Simone, autore di numerosi interventi, pubblicazioni ed articoli su L’AVVENIRE è emersa la scomparsa di ogni ispirazione cristiana nell’agire di chi amministra le istituzioni e dirige i partiti.

Il messaggio evangelico sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza, sulla fraternità e sulla dignità umana, è stato archiviato insieme agli ideali del movimento operaio e del socialismo che perseguivano lo stesso fine di emancipazione, riscatto, progresso e parità di diritti tra tutti gli uomini. Un quadro simile ci consegna una povertà culturale delle classi dirigenti che è il frutto di anni di assenza di ogni percorso di formazione etica, educazione all’ascolto, attenzione ai valori e ispirazione a principi che trascendono l’economicismo spicciolo, il mercantilismo, l’idolatria dei consumi o il profitto a tutti i costi.

Il relativismo che orienta i comportamenti dei manager, o presunti tali, che amministrano la cosa pubblica produce nuove ingiustizie, accentua le iniquità e fa crescere la disuguaglianza tra le persone. Basta leggere la risposta alla mia interrogazione sugli sfratti per toccare con mano che da un intervento pregresso teso ad aiutare i morosi incolpevoli che avevano perso il lavoro o avevano avuto gravi problemi di salute, forti sofferenze o disagi imprevisti, si è passati ad adottare una Delibera di Giunta che è accessibile a tutti i morosi senza alcuna distinzione, prevedendo però l’obbligo di versare il 15% del debito accumulato per accedere all’abbattimento del debito totale.

Ciò significa che alla fine solo chi dispone di 2, 3, 4, 5 o 6 mila euro in contanti può cogliere l’opportunità. Ma se in una famiglia sono tutti disoccupati, sono finiti gli ammortizzatori sociali, non ci sono entrate di alcun genere e non si riescono a pagare nemmeno le bollette, dove si vanno a prendere i soldi per versare un anticipo così elevato ? Non distinguere più tra una morosità incolpevole e un furbo che ha un auto di lusso nel parcheggio delle Case Popolari è un atto saggio o un errore?

Ma questo esempio è solo uno dei tanti atti perpetrati da una Regione Matrigna che tiene ancora bloccati gran parte dei 2.691.000 euro del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza 2015 con cui è stato finanziato il Programma dal 1 giugno 2016 al 31 maggio 2017 nel mentre 350 disabili su 426 presi in carico dagli Ambiti Territoriali di Zona si sono visti privare delle 400 euro di indennità mensile. Invito i Manager, o presunti tali, a recarsi a casa di Francesco che vive in una campagna di Matrice con due figli disabili per toccare con mano cosa sia la dignità di una famiglia.

Le persone non sono numeri, ma esseri umani portatori di diritti e meritevoli di rispetto se c’è un agire politico che si ispira a valori etici. Si potrebbe proseguire con le 1.400 borse lavoro annue per i disoccupati di lunga durata bloccate da due anni tenendo fermi i 12 milioni di fondi europei di contrasto alla povertà nei cassetti di una regione matrigna, o i 20 milioni tolti ai 1.744 lavoratori della mobilità in deroga e sono rimasti non spesi. A che serve amministrare o rivincere le elezioni se con i propri atti si fanno parti uguali tra disuguali?