di Giovanni Minicozzi

Foglia a foglia, una dopo l’altra, il Molise sta per essere ingoiato come un carciofo ripieno. Dopo alcuni anni di insipienza amministrativa  sarà il governo Toma a porre fine all’agonia della Regione, ovvero a dare il colpo mortale.

A distanza di tre anni dal suo insediamento non esiste alcun atto di programmazione che lasci intravedere un futuro migliore per  questa terra martoriata. Le statistiche prevedono per fine anno altri tremila disoccupati che si sommeranno ai circa  quattromila licenziati negli ultimi due anni.

Nel breve periodo termineranno anche gli ammortizzatori sociali attivati con l’emergenza pandemica ma non esiste alcuna proposta di politiche attive del lavoro. Così come, al netto delle chiacchiere diffuse ad arte, non esiste alcuna programmazione seria per stroncare l’atavico isolamento del Molise.

In compenso la giunta Toma ha dato continuità alla realizzazione della inutile metropolitana leggera progettata da Paolo Frattura  per collegare la stazione di Matrice con quella di Bojano. Le opere sono state completate a tempo di record ma poi si sono accorti che i treni non ci sono e così la gigantesca opera  è rimasta inutilizzata anche perché servirebbero ingenti risorse della Regione  per renderla operativa.

Intanto il Molise si spopola e la sanità è al collasso  tra la totale l’indifferenza della classe politica nostrana. Tant’è! Non va meglio nell’assemblea regionale dove i provvedimenti legislativi approvati in tre anni si possono contare sulle dita di due mani.

Abbondano invece interpellanze, ordini del giorno e mozioni che puntualmente vengono snobbate  dall’esecutivo e finiscono nel dimenticatoio. Per non morire il Molise ha bisogno di una classe politica in grado di gestire le tante emergenze  e di programmare un futuro decente superando gli steccati ideologici e partitici.

Occorrono alleanze trasversali per avviare una ricostruzione economica, sociale e morale della Regione isolando i responsabili del disastro. Loro sono gli avversari da sconfiggere alle prossime elezioni.