Pubblichiamo una riflessione molto interessante di Giovanni Minicozzi che, a nostro parere, delinea il quadro esatto di quella che appare oggi la politica regionale molisana.

Scrive Minicozzi su Facebook

“Il numero degli assessori regionali è lievitato di quattro unità passando dai cinque – imposti dal decreto Monti per contenere i costi della politica – ai nove che il governatore ha nominato per tentare di recuperare il rapporto con la sua sgangherata maggioranza.

Orbene, facciamo due conti:

cinque sono gli assessori attuali (di cui uno esterno senza diritto di voto) più il sottosegretario più il Presidente stesso più quattro consiglieri delegati che Toma ha designato più il Presidente del consiglio fanno un totale di 11, numero che corrisponde esattamente alla maggioranza in aula necessaria per tentare di evitare ulteriori figuracce sui provvedimenti da approvare.

Restano esclusi da ogni incarico Aida Romagnuolo per sua scelta e Michele Iorio da tempo fuori dal coro rispetto al niente che Toma è la sua giunta rappresentano.

È da sottolineare però che ne’ lo Statuto regionale ne’ la normativa nazionale prevedono la figura del consigliere delegato e, dunque, si tratta di un incarico illegittimo oltre che inutile.

È solo una alchimia istituzionale ipocrita per tentare di sopravvivere politicamente a danno dei molisani che sono arrivati alla canna del gas”.