di Giovanni Minicozzi

Tra una decina di giorni il consiglio regionale sarà chiamato ad approvare il bilancio di previsione per l’anno in corso, la legge di stabilità e i documenti contabili collegati.

Analizzando gli atti già approvati dell’esecutivo e in discussione nella commissione consiliare competente salta agli occhi una situazione finanziaria totalmente fallimentare che avrebbe imposto a qualsiasi azienda privata di portare i libri in tribunale per avere una gestione commissariale.
Le criticità più rilevanti riguardano i debiti fuori bilancio, debiti non onorati dalla Regione negli ultimi anni.
In particolare dal 2018 a oggi non sono stati pagati a Trenitalia gli oneri derivanti dal contratto di servizio pari a circa 25 milioni di euro/anno per un totale di 75 milioni.
Esiste poi il debito storico dovuto all’Inps per effetto dei contributi previdenziali sospesi dopo il terremoto del 2002 che la Regione ha cercato reiteratamente di scaricare sull’Asrem ma la Corte dei conti e una sentenza del tribunale favorele dell’Inps hanno imposto l’addebito dell’onere, inizialmente in capo alle disciolte Asl, sul bilancio regionale.
Poi ci sono i soldi pagati dai molisani con le addizionali Irap e Irpef per la sanità trattenuti impropriamente dalla Regione e non versati al sistema sanitario regionale .
Si tratta di circa 27 milioni di euro che figurano tra gli obiettivi prioritari assegnati dal governo alla neo commissaria ad acta Flori Degrassi per il recupero, anche rateizzato, delle somme.
Su questa brutta storia è in corso l’indagine della Procura della Corte dei conti del Molise su esposto dell’ex commissario Angelo Giustini.
Dunque oltre ai debiti pregressi pari a oltre mezzo miliardi di euro la Regione risulta indebitata per ulteriori 200 milioni.

Da sottolineare che le entrate annuali proprie dell’Ente, compreso il trasferimento dallo Stato e al netto dei 570 milioni destinati al servizio sanitario, ammontano a circa 170 milioni di euro.

Nonostante il disastro finanziario descritto è probabile che la maggioranza, su indicazione del suo Capo – il dottore commercialista Donato Toma – approvi tutti i documenti contabili magari raccontando che il bilancio è sano o scaricando tutte le responsabilità sui governi regionali precedenti.

I molisani, però, che non hanno la mortadella sugli occhi hanno ben compreso che il fallimento della Regione è pressoché totale e che i tanti debiti accumulati non sono serviti affatto a programmare lo sviluppo ma i soldi sono stati sperperati in politiche clientelari, dannose e inutili.
È opportuno ricordare, infine, che il bilancio preventivo dello scorso anno venne approvato solo in seguito alla clamorosa e illegittima estromissione dall’assemblea regionale dei quattro consiglieri supplenti – Paola Matteo, Massimiliano Scarabeo, Antonio Tedeschi e Nicola Romagnuolo – solo perché alcuni di loro minacciavano di non votare il bilancio senza una vera inversione di rotta.
Quest’anno, invece,Toma potrà contare sul sostegno di almeno undici fedelissimi, verosimilmente beneficiari di qualche posta di bilancio clientelare, i quali di certo non disturberanno il manovratore ma i
molisani ricorderanno….