di Giovanni Minicozzi

Una bocciatura prevista e prevedibile quella decisa dal consiglio dei ministri che ha impugnato il bilancio di previsione e la legge di stabilità approvata da undici consiglieri regionali, ovvero da coloro che, con ostinazione, ancora sostengono il presidente Donato Toma.
In precedenza i documenti contabili predisposti dalla giunta regionale erano stati sonoramente bocciati anche dai revisioni dei conti.

Oggi la Regione Molise non ha nessun bilancio e nessuna possibilità di programmare le attività istituzionali fatta eccezione per l’ordinaria amministrazione e per il pagamento delle spese correnti ivi comprese le corpose indennità dei politici.
Se si applicassero le regole una regione senza bilancio dovrebbe essere commissariata in tempo reale.
Vedremo se ciò accadrà ma intanto mi sembra opportuno elencare, qui di seguito, i responsabili dello sfascio amministrativo che sta paralizzando il Molise.
A tal proposito giova ricordare che i documenti contabili sono stati redatti e aporovati in prima battuta dalla giunta ma i bene informati attribuiscono ai dirigenti Mariolga Mogavero e Marilina Di Domenico il “merito” delle proposte e l’estrazione dei numeri al lotto.
Senza dubbio il primo responsabile del disastro resta il presidente della Regione Donato Toma ma insieme a lui sono colpevoli tutti i componenti dell’esecutivo, ovvero Quintino Pallante, Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere, Vincenzo Cotugno, Filomena Calenda e il sottosegretario Roberto Di Baggio.
Dopo l’approvazione all’unanimità da parte della giunta è toccato al Consiglio regionale dare il via libera definitivo con i voti favorevoli di Andrea Di Lucente, Armandino D’Egidio, Gianluca Cefaratti e Salvatore Micone.
In totale undici voti favorevoli per approvare un bilancio di previsione e una legge di stabilità inutili e dannosi.
Si astennero, invece, Michele Iorio e Aida Romagnuolo mentre gli otto consiglieri di minoranza del M5S e del Pd votarono contro e criticarono aspramente i contenuti della legge di stabilità e del bilancio di previsione ipotizzando la bocciatura del Governo, bocciatura puntualmente arrivata.

Non è la prima volta che il commercialista Toma incespica sui numeri creando gravi problemi in una regione già massacrata da scelte politiche insensate.
A titolo di esempio ricordo solo l’impugnativa del bilancio consuntivo dell’anno 2019 da parte del governo, le pesanti contestazioni scritte nero su bianco dalla Corte dei conti in occasione delle diverse parificazioni dei bilanci regionali dell’era Toma e la diffida dell’Autorità ANTICORRUZIONE che ha interdetto per tre mesi il presidente dalla sua prerogativa di nominare consulenti e/o componenti del Cda negli enti regionale.

I responsabili che hanno scritto questa pagina nera della politica nostrana (presidente, assessori, consiglieri e dirigenti regionali) dovrebbero chiedere scusa ai molisani e rimettere il loro mandato.

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