Giovanna Ruggiero
Giovanna Ruggiero

di Giovanni Minicozzi

Una giornalista, Giovanna Ruggiero, ha espresso il suo pensiero attraverso una domanda su fb e  il governo regionale, la Giunta Toma, ha approvato una delibera bavaglio per esporre querela e chiedere il risarcimento danni. Secondo la delibera stessa, che allego, dovrà essere l’Avvocatura regionale a seguire la vicenda giudiziaria.
Faccio notare, intanto,  che  nel processo penale che vede il consigliere delegato alla digitalizzazione, Andrea Di Lucente, imputato per malversazione ai danni dello Stato, la Regione Molise non si è costituita parte civile  come se il tentativo di percepire 160mila euro di fondi europei senza averne titolo fosse motivo di vanto per l’istituzione che  loro  rappresentano. Se invece qualcuno osa criticare l’operato del governo regionale scrivendo una semplice donanda su fb Toma e i suoi assessori  intimano con un delibera la richiesta del  risarcimento danni. Eppure chi guida una istituzione dovrebbe conoscere il comma 1 dell’articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

E’ questo un principio sacrosanto sancito dalla Costituzione italiana  che garantisce la libertà di manifestare il proprio  pensiero, libertà  che è ritenuta, dalla dottrina  giurisprudenziale uno dei fondamenti dell’ordinamento italiano tanto che viene  esclusa la possibilità di sottoporre tale principio a revisione costituzionale. Una libertà di pensiero che però, a quanto pare, non è gradita alla Giunta regionale che con la delibera di Giunta la numero 114 del 3 maggio 2021, autorizza il Presidente della Regione a proporre querela contro l’autore del post pubblicato il 9 aprile 2021 sul profilo pubblico denominato “Giovanna Ruggiero” del social Facebook. Un post con cui la giornalista molisana, condividendo un articolo online, si chiedeva: “Quanto può essere credibile a livello centrale un governo regionale che per 1 anno ha comunicato dati falsi sul numero di posti letto di terapia intensiva durante una pandemia mandando al collasso l’intera sanità pubblica locale? Con una rappresentanza parlamentare (a Roma maggioranza e a Campobasso opposizione) che non si è mai preoccupata di richiedere gli atti necessari per  intervenire sul serio, non a chiacchiere”.

Una posizione di critica politica che voleva porre al centro dell’attenzione le scelte volute dal governo Toma sulla gestione e organizzazione della pandemia in Molise coinvolgendo anche le opposizioni regionali a volte poche incisive nonostante la loro posizione in maggioranza nel governo nazionale.

“Il Presidente della Regione ha comunicato al Direttore dell’Avvocatura, per le vie brevi – cioè telefonicamente non attraverso atti – che l’affermazione pubblicata sul post Facebook non è veritiera ed è, dunque, infondata e contraria alle azioni che il Governo regionale sta ponendo in essere per contrastare la diffusione dei contagi da Covid-19 e per fronteggiare le infezioni in atto, chiedendo, con nota del 03.05.2021 prot. n. 75021 di procedere alla predisposizione degli atti consequenziali”.

Eppure, nei mesi passati,  molteplici sono state le denunce arrivate alla Procura della Repubblica relative alla discrasia tra il numero di posti di letto di terapia intensiva comunicati a Roma e quelli messi effettivamente a disposizione in Molise. Una polemica, quella della gestione dell’emergenza Covid, che è al centro del dibattito politico da aprile 2020 e che ha visto la maggioranza Toma dilaniarsi e discostarsi dalle mozioni e dai suggerimenti individuati dal consiglio regionale e in particolare  dal gruppo politico di Michele Iorio che ha sempre parlato di gestione sbagliata e della necessità di aprire un centro Covid dedicato all’ex ospedale di Larino. Gruppo politico Iorio con il quale la collega  Giovanna Ruggiero oggi  collabora.

In passato Giovanna è stata protagonista di inchieste giornalistiche durante il governo Frattura e, non da ultima, l’inchiesta di respiro nazionale relativa alla scomparsa dei gioielli Angiolillo (il fondatore del quotidiano Il Tempo) che ha visto al centro della scena numerosi personaggi politici, imprenditori e la defunta “regina dei salotti romani” Maria Girani.
Secondo Toma, Cotugno, Pallante, Calenda e Niro, (assente Nicola Cavaliere di Forza Italia) Giovanna Ruggiero con quel commento avrebbe leso “la reputazione, l’immagine, il decoro e la credibilità della Giunta regionale e dell’Organo di vertice, con conseguente evidente discredito degli stessi, aggravato dal mezzo di diffusione massiva sul quale è avvenuta la pubblicazione”. Motivo per cui, avendo fatto la querela e senza neppure sapere se la denuncia avrà seguito o verrà archiviata, assessori e presidente hanno già deciso persino la costituzione di parte civile della Regione Molise – che comporta la richiesta di un risarcimento danno – affidando sin da ora l’incarico all’avvocato Claudia Angiolini in servizio presso l’Avvocatura regionale.

Insomma, chi gestisce il potere non vuole essere criticato e chi osaparlare deve pagare.
Giova ricordare, infine, che il presidente della Regione – evidentemente allergico alle critiche – ha presentato altre querele a danno dei giornalisti non allineati e contrari al pensiero unico.. Ma questa è un’altra storia che vi racconterò successivamente.