Potrebbe sembrare un pesce di aprile invece è accaduto sul serio ed è accaduto in Molise. Il 3 aprile, sabato Santo, la coordinatrice di Forza Italia, Annaelsa Tartaglione, la 32enne isernina eletta deputata nel collegio di Foggia, ha messo in campo l’iniziativa organizzata dal partito in occasione di Pasqua: distribuire uova per regalare un sorriso ai più bisognosi. La Tartaglione, per fare bella figura anche con le aziende molisane, ha scelto due icone del made in Molise:

La bontà dell’uovo è firmato dalla cioccolateria Cioccopapa, ossia la famosa azienda dell’isernino nota per i confetti Papa.
La sorpresa all’interno porta la firma delle Ceramiche Di Tomaso, l’azienda di Baranello.

L’approssimazione che la classe politica moderna dimostra quotidianamente agli occhi degli italiani, emerge anche da piccole azioni quali regalare 200 uova “agli ospedali e alle famiglie in difficoltà”.

Ben poca roba, a livelli di numeri, considerando l’alta percentuale delle famiglie in difficoltà in Molise soprattutto negli ultimi anni. Una situazione peggiorata nei primi due anni del governo Toma (di cui la Tartaglione rappresenta l’unico partito che ancora difende l’operato di questo governo regionale) e peggiorata con l’avanzamento della pandemia.

200 uova sono ben poca cosa anche rispetto alla sofferenza che provano i molisani costretti, oggi, a non potersi curare a causa della trasformazione dell’ospedale Cardarelli in un centro Covid voluto dal governo Toma e dai tecnici che questo governo supportato da lei e dal suo partito in cambio di nomine.

Ma la cosa più mediocre che la politica potesse fare, è stato far inserire la donazione del 2×1000 a Forza Italia su 200 uova distribuite alle “famiglie in difficoltà”. Non si comprende se tale dicitura sia stata pensata e studiata per dare uno schiaffo alla politica seria che mai sarebbe caduta così in basso, se  sia una presa in giro nei confronti delle difficoltà della povera gente, se sia una svista dovuta alla superficialità con cui i politici locali e regionali affrontano finanche le piccole gesta.

Ad accompagnare l’onorevole isernina in giro per gli ospedali e le cliniche private ci sono stati i supporters della pupilla berlusconiana: iniziando dal consigliere comunale di Isernia  aspirante futuro sindaco Raimondo Fabrizio fino al sindaco di Termoli Francesco Roberti nonché presidente della Provincia di Campobasso passando per l’assessora del Comune di Isernia e assistente della parlamentare/coordinatrice Linda Dall’Olio.

Possibile che nessuno di loro abbia trovato di cattivo gusto inserire la campagna di finanziamento al partito attraverso il 2×1000 all’interno di una campagna di solidarietà per regalare un sorriso alla povera gente?

Vien da chiedersi se tale iniziativa sia stata concordata anche con il presidente della Regione, Donato Toma, assiduo protagonista di magre figure istituzionali.

Infine, lodevole anche l’iniziativa di pubblicizzare le aziende locali. Peccato che, anche qui, lo strafalcione non è passato inosservato. Onorevole Tartaglione, la ditta di Baranello che ha elaborato la sorpresa all’interno dell’uovo, si chiama Di Tomaso non “Di Tommaso” come scritto sopra alla richiesta del 2×1000. Non sarà certamente piacevole, per un’azienda, vedere che si sbaglia il proprio nome su un manifesto pubblicitario come la distribuzione di 200 uova da parte di Forza Italia.

Ma in fondo, cosa ci si aspetta dall’unico partito del panorama nazionale che difende con le unghia e con i denti il governo regionale più imbarazzante della storia molisana?