Il Consiglio Provinciale di Isernia è stato convocato per deliberare il riconoscimento dei debiti fuori bilancio circa il risarcimento che l’ente è stato condannato a pagare per abuso di precariato agli ex operai cantonieri in base alla Sentenza n.146/2018, pari ad 8 mensilità.

A causa dell’errore commesso dal Giudice Ciccarelli, che nella sentenza non ha quantificato l’indennizzo mensile ma ha solo fumosamente indicato il parametro “nell’ultima retribuzione globale di fatto in base alla busta paga agli atti” che invece agli atti non c’era, si è creata un po’ di confusione e come al solito a rifonderci sono gli operai.

Il risarcimento calcolato dall’ente in totale per i 31 operai è pari ad € 211.194,63 comprensivo di interessi e rivalutazione, ma è di molto inferiore a quanto dovuto secondo la perizia contabile da noi messa a disposizione dei lavoratori con il supporto delle nostre competenze professionali qualificate.

Nella proposta di delibera l’ente non distingue la sorte capitale da interessi e rivalutazione, ma comunque il risarcimento che risulta dai nostri conteggi è pari ad € 229.964,21 già per la sola sorte capitale, oltre interessi e rivalutazione. Ed infatti, in base alla sua nozione di cui all’art. 10 del CCNL del 9/5/2006 ed agli importi delle singole voci da ultimo aggiornate al CCNL 21/5/2018 che si applicano all’ultimo mese di lavoro (marzo 2016), l’ultima retribuzione globale di fatto mensile è pari ad € 927,28 che per otto mensilità fissa il risarcimento ad € 7.418,21 per ogni lavoratore di cat.B3 part time al 50%.

Siamo a disposizione per fornire tutti i chiarimenti in merito all’errato calcolo della provincia; nondimeno per ogni lavoratore metteremo a disposizione l’istanza con cui si accetta la inferiore somma solo a titolo di acconto, con richiesta del saldo supportata da apposita perizia contabile, anche ai fini interruttivi della prescrizione. Inoltre, trattandosi di somma risarcitoria, reiteriamo la diffida all’ente Provincia a correggere il suo errore precedente dunque di non trattenere indebitamente l’Irpef ai lavoratori.

Ma soprattutto torniamo sulla nostra rivendicazione principale: la definizione positiva della stabilizzazione degli ex operai cantonieri che come è noto comprende anche la rinuncia dei lavoratori a tali indennizzi per i danni da abuso di precariato subiti dall’ente, con enorme risparmio di oltre 230 mila euro da destinare proprio alla manutenzione stradale !

Questa stabilizzazione per cui noi continuiamo a batterci ad oltranza, è resa anche tecnicamente possibile nell’immediato, ai sensi dell’art.20 D. Lgs 75/2017 come più volte dimostrato con atti analitici – sulla sussistenza dei parametri tecnici e finanziari – inauditamente disattesi dall’ente senza alcuna motivazione degna di pregio.

Non solo: annunciamo che in caso contrario, esaudendo la richiesta fattaci dai lavoratori, istruiremo l’azione presso la Corte dei Conti per sollevare la collettività da tali danni erariali perché vengano posti a carico dei responsabili tra politici e burocrati espressioni del dominio padronale locale, ferma restando la nostra critica generale alla natura di classe anche dell’apparato giudiziario.

Insomma, dalla definizione positiva della vertenza sulla stabilizzazione che stiamo sostenendo ci guadagnerebbero tutti:

la collettività eviterebbe la disastrosa privatizzazione del servizio di manutenzione stradale e piano neve (maggiori costi con servizio inferiore su qualità e quantità v. dimostrazioni già fornite), e risparmierebbe anche gli oltre 230 mila di danni da risarcire;

i lavoratori e con essi il piano sociale della vicenda, perché dopo anni di duro lavoro con paghe da fame finalmente vedrebbero realizzata la propria dignità con un lavoro stabile, uscendo dalla nefasta condizione del precariato.

E’ vero che i governi dei padroni sono insensibili a queste esigenze, ma a fronte del quadro specifico suddetto, questa ostinazione nell’opporsi alla stabilizzazione sta davvero generando nell’ottusità e nel cretinismo politico-amministrativo in danno alla collettività.