Processo bis per la morte di Stefano Cucchi, nell’udienza di ieri il maresciallo dei Carabinieri Riccardo Casamassima, principale teste nel processo contro cinque Carabinieri, tre dei quali accusati della morte del geometra romano, in aula ribadisce le sue accuse ai colleghi.

Il maresciallo dei Carabinieri che con le sue dichiarazioni ha portato ad una svolta nelle indagini sulla morte del giovane geometra, nell’ambito delle quali 5 militari dell’arma sono stati rinviati a giudizio per reati che vanno dall’omicidio preteritenzionale, al falso, alla calunnia.

L’avv. Antonella De Benedictis, di Venafro, è tra i difensori degli imputati al processo per far piena luce sulla morte e sulle presunte responsabilità del decesso di Stefano Cucchi, il giovane tossicodipendente romano deceduto all’Ospedale Sandro Pertini della Capitale il 22 ottobre del 2009. Sul banco degli imputati c’è anche un Carabiniere molisano di Sesto Campano accusato di percosse e violenze ai danni di Cucchi all’atto del suo fermo in caserma ed attualmente sospeso dal servizio.

Abbiamo raggiunto al telefono l’avv. Antonella De Benedictis che ci ha rilasciato una breve dichiarazione in merito:

“Quella di ieri è stata un’udienza particolarmente importante, poiché sono stati escussi i due testimoni le cui dichiarazioni hanno determinato la riapertura delle indagini ed il nuovo processo. Testimoni la cui attendibilità tuttavia è assai dubbia. I fatti che riportano sarebbero infatti accaduti nell’ottobre del 2009 eppure si ricordano di denunciarli solo nel 2015. E pur essendo due Carabinieri non lo fanno rivolgendosi ad un Pubblico Ministero, ma all’avvocato della famiglia Cucchi al quale rilasciano una deposizione. Ma vi è di più. Dalle intercettazioni è emerso che i due Carabinieri, conversando tra loro, manifestavano un fortissimo astio nei confronti di uno degli imputati, arrivando addirittura a dichiarare la propria volontà di distruggerlo professionalmente. Poco dopo hanno reso la famosa dichiarazione al difensore della famiglia Cucchi. Due indizi fanno una prova ed è ciò che ho contribuito a far emergere nell’udienza di ieri a difesa del mio assistito, ingiustamente accusato della morte di Stefano Cucchi. Una difesa per la quale lotterò con tutta me stessa fino alla fine, arrivando a provare l’assoluta estraneità ai fatti del mio assistito”.