di Redazione

Dopo la demedicalizzazione del 118 di Venafro, i primi disagi di un servizio a metà si sono immediatamente presentati. Da ieri sera niente medici sulle ambulanze e nella notte appena trascorsa è stato soccorso un uomo in codice rosso per il quale si è reso necessario  l’arrivo di un dottore a bordo di un’auto da Isernia. La domanda che nasce spontanea è sempre la stessa, ormai da anni, perchè un servizio importante con personale ridotto all’osso  e adesso, di notte, anche senza medico? Intanto monta la rabbia e delusione  per la demedicalizzazione del 118 nelle ore notturne dal primo maggio. Una decisione, quella dell’Azienda sanitaria regionale del Molise, dettata dalla necessità di ruotare lo scarso personale medico. Dopo il ripristino del servizio con la presenza di un medico a Agnone, ora tocca a Venafro a pagare dazio. Oggi a me, domani a te. Mal comune, mezzo gaudio. Per modo di dire. La coperta è corta, così i medici del 118 vengono tolti a intermittenza. Ma gli umori dei cittadini di gaudente hanno ben poco. Il Santissimo Rosario è depotenziato a ospedale di comunità, dunque Venafro non ha un Pronto soccorso né un punto di primo intervento ma solo la guardia medica. In caso di politrauma, per fare un esempio, c’è solo il 118 che trasporta i pazienti al Veneziale di Isernia o, se necessario, fino a Campobasso. Va da se che il malcontento dilaga e molti utenti scelgono di recarsi fuori regione, favorendo così la mobilità passiva.

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