di Giovanni Minicozzi

Continua a far discutere la presunta aggressione che, secondo la versione diffusa da una parte della stampa locale, avrebbero subito il presidente della Regione e il suo consulente Tiberio.
Approfondendo il caso si scopre quanto segue:

1. I due ragazzi si sono trovati per caso a passare dalle parti dove Toma e Tiberio stavano consumando un pranzo all’esterno di un ristorante;
2. Alla vista dei due politici uno dei ragazzi non è riuscito a trattenere alcuni apprezzamenti verbali circa la disastrosa condizione economica e sanitaria del Molise,
3. Tiberio dopo un battibecco verbale a distanza si è alzato, ha inseguito i ragazzi e poi c’è stato lo scontro fisico.

Fin qui è tutto chiaro ma poi le versioni dei fatti contrastano.
Da una parte c’è Tiberio che dichiara di essere stato aggredito con una testata che gli avrebbe rotto il setto nasale, dall’altra c’è il racconto del giovane Antonio Grosso che dice di essere stato picchiato – insieme al suo amico -da Maurizio Tiberio.
Ovviamente saranno gli organi inquirenti a stabilire la verità anche con l’ausilio dei testimoni oculari e delle telecamere ubicate in via Roma all’ingresso della scuola D’Ovidio.

Intanto ho sentito telefonicamente lo studente Antonio Grosso e, a dire il vero, non ha mostrato molta voglia di parlare ma ha ribadito con assoluta determinazione la sua versione dei fatti.

“Non ricordo cosa abbia detto il mio amico nei confronti di Toma ma la realtà è che noi siamo stati aggrediti da Tiberio – ha dichiarato Grosso a Futuro Molise.
Comunque – ha aggiunto – mi sembra inappropriato reagire a una critica verbale con un’aggressione fisica soprattutto se i protagonisti sono esponenti istituzionali pagati con i soldi dei cittadini. La versione di Toma e Tiberio non è veritiera, basta pensare che io sono più basso di 15/20 centimetri rispetto allo stesso Tiberio e chiedo come avrei potuto ferirlo con una testata? -aggiunge il giovane.
Alla scena hanno assistito alcuni passanti – continua Grossi – e invitò i testimoni a farsi avanti per raccontare la verità. Ho visto anche un uomo che ha ripreso la scena con il suo telefonino ma in rete è circolata solo una piccola parte di quel video.
In nome della verità chiedo a tutti coloro che hanno assistito al brutto episodio di contattarmi per poter testimoniare la realtà dei fatti” – ha concluso Antonio Grosso, deluso e amareggiato per quanto accaduto ma soddisfatto per la solidarietà ricevuta dalla rete.

A noi non resta che attendere l’esito delle indagini in corso affidate alla Digos di Campobasso ma se rispondesse a verità la versione dei ragazzi i protagonisti politici di questa brutta vicenda dovrebbero solo vergognarsi e liberare le poltrone che occupano.