Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 5 dicembre, presso l’aula Aldo Moro del Tribunale di Isernia, si è svolto un interessante convegno dal titolo “Prescrizione del reato e ragionevole durata del processo”, valido per la formazione continua per l’Ordine degli avvocati e dei giornalisti.

La riforma sulla prescrizione, che ha diviso il Governo e l’opinione pubblica, dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2020. Se così fosse, si applicherà ai reati commessi a decorrere dalla stessa data. Per alcuni la riforma è l’unico modo per impedire la prescrizione dei reati dovuta ai tempi eccessivi della giustizia italiana, per altri, al contrario, la prescrizione è l’unico modo in cui l’ordinamento può difendere gli imputati dalla lunghezza dei processi e delle indagini. Che il nostro Paese abbia bisogno di una riforma dell’istituto della prescrizione è un dato di fatto; tutti i governi precedenti hanno tentato di riformare con coerenza la prescrizione e garantire la “giusta durata del processo” senza raggiungere i risultati sperati.

Come è stato fatto nel corso del convegno, tutte le riforme che si sono provate a fare in questi anni, non ha fatto altro che complicare le cose. Pochi sono stati i benefici, molti di più i problemi. Come ha sottolineato il presidente del Tribunale di Isernia, Vincenzo Di Giacomo, la soluzione più consona per risolvere i problemi della giustizia, evitando pasticci sulla prescrizione, è quella di aumentare l’organico dei magistrati che in Italia sono in numero insufficiente. In questo modo si produrrebbero più sentenze e si accorcerebbero i tempi di durata dei processi.

Sono intervenuti come relatori il presidente del tribunale di Isernia Vincenzo Di Giacomo, il procuratore della Repubblica Carlo Fucci e il presidente della Camera penale Francesco La Cava, oltre al presidente dell’Ordine degli avvocati Maurizio Carugno e il consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti Vincenzo Cimino. A moderare il dibattito, l’avvocato e giornalista Felice Pettograsso.