“E’ veramente sconcertante l’intervento della presidente del Consorzio Industriale, che ancora una volta, con intensa vanità, prende spunto dalle dichiarazioni del sottoscritto, forse raccontate da altri o forse mal capite da lei, per elencare situazioni con modalità pavoneggianti e per sputare veleno e gratuite offese nei confronti di chi rappresenta i lavoratori da 40 anni e conosce le problematiche del Consorzio Industriale da sempre.

Lo snodo ferroviario del nucleo industriale non è il mio argomento. E’ stato da sempre l’argomento dell’assessore Mazzuto, dell’assessore Cotugno e della fedele condivisione della presidente Passarelli. Non è un problema che sta interessando in questo momento Unilever. E’ un problema, evidentemente, della politica regionale e adepti. Per onor di cronaca, mi corre l’obbligo sottolineare che il costo dell’acqua da me citato nella trasmissione televisiva, era di risposta a Mazzuto per significare che la comparazione dei costi tra Pozzilli e Casalpusterlengo non andava fatta attraverso lo snodo ferroviario o la viabilità del Consorzio, ma, semmai, comparando, per esempio, il costo dell’acqua tra Casalpusterlengo e Pozzilli.

Non so se sono stato infelice nell’esposizione oppure felice nel soddisfare le capacità interpretative, magari di avvocati di corte, ma di fatto non era assolutamente mia intenzione avventurarmi in una “lesa maestà”. Invito la presidente del Consorzio, dipendente Neuromed e Sindaco di Pozzilli a vedere o rivedersi la trasmissione per capire, anche questa volta, se è necessario fare capriola dialettica per mettersi in gioco senza pudore e senza scrupoli su argomenti che, per lei, sono vitali per esistenza politica di squadra.

Verrà il momento che parlerò del Consorzio Industriale, ora sono concentrato sulla delicata vicenda Unilever che, se per altri rappresenta una vetrina politica, per me è solo un percorso sindacale al solito servizio dei lavoratori e della collettività. Parlo anche di persone monoreddito che non riescono a sommare redditi per incarichi politici. Per me niente polemiche, solo un invito a Stefania Passarelli a capire che la storia di no stessi non è quella raccontata dalla propria arroganza derivata dalla gestione del potere, ma quella, invece, rappresentata da chi ci osserva”.

Antonio Martone