Cominciamo con un nostro primissimo giudizio: Un POS che taglia reparti, che non crea la rete tra le infrastrutture esistenti pubbliche private ed accreditate, raggiunge un solo risultato: taglia servizi e incrementerà il debito.

 

Un POS fallimentare che non ci piace, in linea a un altro fallimento che è quello del commissariamento della sanità, da sempre.

Non si delinea, a distanza di mesi ormai, quella riorganizzazione strutturale che è l’ultima strada che potrà salvare il nostro sistema sanitario.

 

E rispetto alla condivisione dei percorsi, l’unica cosa che è cambiata con il nuovo Commissario è stata la concessione di un’audizione, che però non ha modificato nulla rispetto le precedenti gestioni.  

Ancora una volta: non saranno garantiti i Lea, non sarà creata una vera rete per l’emergenza, non sono previsti investimenti per rendere attrattivo il sistema all’esterno, ma in programma solo tagli che faranno aumentare la mobilità passiva e quindi la spesa.

 

Ma la cosa che più rammarica è che, neppure questa volta, saranno garantiti i diritti basilari di chi paga tasse tra le più alte d’Italia.

 

Ai Molisani va detto come si spendono i soldi, cosa funziona e cosa si vuol cambiare, quanto costa questa gestione (fallimentare) commissariale, quanto ci costa la mobilità passiva.

Tutti sappiamo che i problemi vengono da lontano, che la sanità per troppo tempo è stato serbatoio di clientele elettorali e quindi è stata gestita solo come sistema economico e di prebende, senza interventi tesi all’efficienza.

 

Entreremo nel merito, puntualmente, nei diversi aspetti del POS, sia per tenere alta l’attenzione sui servizi al cittadino, sia per difendere i nostri lavoratori, spesso incolpati ingiustamente delle lacune del sistema.

Articolo precedenteAngelo, l’ex giornalista di Pozzilli che ha chiuso con l’informazione e si è ritirato in collina, dedicandosi a caprette tibetane, altri animali ed ai tramonti dell’autunno/inverno di Borgata Leone
Articolo successivoPartecipazione ed interessi popolari per la “Passeggiata nella Venafro Romana” promossa da “I Venafrani per Venafro”