Sarà lo strumento del televoto, distribuito in quattro fasi di selezione e una finale, a decidere quale concorrente, tra le 80 in gara, sarà la vincitrice di “Miss Italia 2019”, la cui serata finale andrà in onda venerdì 6 settembre su Raiuno. Un meccanismo che sta provocando un’alzata di scudi nelle regioni più piccole e meno abitate, le cui concorrenti rischiano di venire estromesse già nelle prime fasi di selezione proprio perché supportate da un bacino potenziale di consensi quantitativamente più povero.

A manifestare perplessità sul meccanismo adottato ed ormai abbastanza oliato è “Forche Caudine”, la storica associazione di rappresentanza dei molisani sparsi per il mondo. Non a caso proprio le tre regioni con meno residenti, cioè Valle d’Aosta, Molise e Basilicata, sono quelle che non hanno mai avuto una vincitrice negli ottant’anni di storia della manifestazione. Mentre regioni più grandi – Sicilia, Lazio, Lombardia e Veneto – hanno dato i natali a ben 37 miss complessive sulle 80 totali.

Gabriele Di Nucci, segretario del sodalizio che ha oltre trent’anni di storia, conta oltre duemila associati e ha sede centrale a Roma, parla con cognizione di causa, avendo lavorato in passato proprio per il popolare concorso della famiglia Mirigliani.

“Nelle ottanta edizioni del concorso sono proprio le regioni più piccole a mancare nel palmares, non certo per penuria di concorrenti, ma, specie negli ultimi decenni, per il discutibile meccanismo del televoto, che quest’anno muove 0,51 centesimi di euro per ogni voto espresso – spiega. “L’impostazione della manifestazione è fortemente territoriale, con le varie miss regionali che approdano alla selezione finale. Per questo una parte rilevante degli imponenti flussi di voti telefonici premia una candidata del proprio territorio. Spesso a livello locale si organizzano vere e proprie reti per sostenere una ‘bellezza’ locale ed ovviamente i numeri dei residenti fanno la differenza – racconta Di Nucci.

Il peso del televoto è sempre rilevante, in genere affiancato a quello di una giuria tecnica. L’invito a modificare il meccanismo, che l’associazione “Forche Caudine” rivolge ai promotori del concorso, è legato ad un articolo specifico del regolamento, dove è scritto che “produzione e Rai si riservano comunque la facoltà di modificare per insindacabili esigenze editoriali la modalità delle prove… variando il numero, la struttura, il meccanismo e le modalità di votazione e dandone idonea e preventiva comunicazione al pubblico”.

Affiancare al televoto meccanismi compensativi potrebbe garantire pari opportunità a tutte le concorrenti. Molisane comprese.