Sulla ricostruzione post-sisma si è passato il segno. Ci sono Sindaci che ledono la dignità del Consiglio Regionale con dichiarazioni gravi che fomentano la contrapposizione istituzionale senza aver ricercato preventimente un dialogo sulla base di proposte concrete.

Il Consiglio ha assunto una delibera concreta che segna la conclusione della fase commissariale e individua il percorso per una gestione ordinaria del completamento della ricostruzione con richieste precise da avanzare al Governo sull’utilizzo immediato dei 346 milioni delle delibera CIPE n. 62/11 in deroga al Patto di Stabilità e individuando negli Enti Locali i riferimenti prioritari per gli adempimenti formali, in linea con le leggi vigenti e le norme amministrative ordinarie che disciplinano competenze e funzioni. A fronte di questa proposta assunta a larga maggioranza dal Consiglio Regionale salvo quattro astensioni del centrosinistra i Sindaci in quale punto dissentono e cosa propongono operativamente in alternativa ? Promuovere una manifestazione nazionale a ROMA per protestare contro il Consiglio dei Ministri su quali basi, per chiedere cosa e a chi ? Dopo un decennio di gestione commissariale speciale siamo al 35% della ricostruzione. E’ colpa di un Consiglio dei Ministri in carica da 4 mesi ? La protesta si incardina sull’illusione di avere un altro decennio di commissariamento in deroga alle leggi protraendo all’infinito un modello fallimentare incardinato su discrezionalità, arbitrio e scelte di dubbia efficacia ?
Il Molise gode già di scarsa considerazione a livello nazionale. Non serve un’ulteriore manifestazione di questo tipo a farci perdere ogni residua credibilità al cospetto del Governo, del Parlamento e dell’opinione pubblica italiana. Spetta alla Presidenza del Consiglio Regionale tutelare l’Organo Istituzionale dalle gravi accuse di alcuni Sindaci che non hanno mai richiesto un incontro, non hanno mai sollecitato un confronto consiliare sui temi della ricostruzione post-terremoto e di fronte al crollo di un modello commissariale che ha consentito ampi margini di discrezionalità a troppi soggetti, non trovano il coraggio per porre il problema nelle giuste sedi e offendono le funzioni ed i rappresentanti del Consiglio Regionale.
Michele Petraroia
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