La legge regionale n. 4 del 22 aprile 2017 sull’Ente di Governo dell’Ambito del Molise – EGAM – composta di 24 articoli è rimasta chiusa nel cassetto a impolverarsi, nel mentre le disposizioni della legge n. 37 del 1 dicembre 1999 con cui venne istituita l’Azienda Speciale “MOLISE ACQUE“ trasformando l’ERIM viene sistematicamente disattesa dalla Regione Molise che dopo un primo commissariamento con l’Avv. Calise lo ha sostituito con l’Ing. Pillarella nominato col Decreto n. 181 del 15 ottobre 2016.

Come giustamente denunciano i sindacati e parte delle RSU di “MOLISE ACQUE” , non procedere alla nomina del Presidente, del Consiglio d’Amministrazione e del Direttore Generale, dopo aver tardato anche nelle nomine di parte del Collegio dei Sindaci Revisori, frena notevolmente l’attività della più importante azienda pubblica della Regione Molise. Il commissariamento è un provvedimento straordinario previsto dalle norme che può trovare giustificazione se è eccezionale e limitato nel tempo, e non se si protrae per anni producendo danni inenarrabili in termini di inerzia amministrativa, mancata pianificazione, ritardi progettuali e carenze strutturali.

Una risorsa preziosa come l’acqua non può essere gestita dal Molise in assenza di atti di programmazione strategica, con un’azienda commissariata ed una carenza d’organico colmata da oltre dieci anni di assunzioni di lavoratori interinali che si alternano mensilmente ad un costo superiore per la pubblica amministrazione e senza alcun vantaggio per il personale precario. Il Consiglio Regionale con una Delibera adottata all’unanimità il 7 febbraio 2017 impegnava il Presidente della Giunta ad intervenire in ogni sede per recuperare i crediti dalle regioni confinati per la fornitura d’acqua, attivando ovviamente un monitoraggio sugli accordi pregressi, i dati statistici, il prezzo a metro cubo, l’entità dei crediti ed i tempi di pagamento.

In attesa che la Giunta Regionale ottemperi al deliberato consiliare urge restituire all’Azienda Speciale “MOLISE ACQUE” la sua funzionalità nel rispetto della legge n.37/1999 e avviando gli adempimenti previsti dall’art.11 comma 2 della legge istitutiva dell’EGAM per costituire una società in house di gestione del servizio idrico integrato. Se non si interviene e permane immotivatamente il commissariamento senza fare chiarezza sull’acqua fornita ad altre regioni, su disponibilità totali, prelievi, perdite nelle reti, distribuzione, debiti, crediti, atti ingiuntivi e costi gestionali, si offende il buonsenso dei molisani che pur vivendo nella regione italiana con maggiore disponibilità d’acqua pro-capite si ritrovano con reti fatiscenti, pieni di debito e con l’interruzione parziale dell’erogazione.