Democrazia a rischio con partiti screditati. Occorrono segali forti per riavvicinare i cittadini alla politica.

I partiti rinunciassero ad incassare le ultime rate dei rimborsi elettorali col vincolo che quelle somme siano destinate alla tutela del reddito dei lavoratori licenziati che non hanno diritto per legge ad accedere alla cassa integrazione, al trattamento di disoccupazione e all’indennità di mobilità. Attivassero con somma urgenza un provvedimento di modifica del sistema di finanziamento della politica che sia sobrio ed essenziale come ha giustamente sollecitato Don Luigi Ciotti. 
Procedessero all’approvazione di una legge di recepimento dell’art. 49 della Costituzione con disciplina sul funzionamento democratico interno dei partiti e con l’obbligatorietà di controlli sulla movimentazione dei fondi alla Corte dei Conti e agli altri Organi di Vigilanza dello Stato.  Puntassero ad una riforma elettorale che riconsegni la sovranità nelle mani del popolo con parlamentari eletti dai cittadini e non nominati dai segretari nazionali. La drammaticità delle crisi sociale in corso non è percepita fino in fondo a Roma, e non si coglie l’esasperazione crescente che potrebbe indurre le persone in difficoltà ad atti di ribellismo violenti che andrebbero ad aggiungersi ai casi di suicidio e ad altri gesti dettati dalla disperazione. 
Per questo se si intendono tutelare le istituzioni democratiche urgono provvedimenti tempestivi e segnali forti che indicano un radicale cambiamento rispetto a ciò che è accaduto nel ventennio che ci separa da Tangentopoli del 1992. Si evitino moralismi e affermazioni di circostanza, è l’intera politica italiana in difficoltà ed i cittadini non nutrono fiducia nei partiti in termini generali come attestano tutti i principali istituti demoscopici. Dopo le plateali vicende dei tesorieri della Margherita e della Lega Nord, che si sommano ad una miriade di procedimenti giudiziari in corso che non risparmiano nessuno, i cittadini chiedono risposte urgenti perché non sopportano più le proprie condizioni di disagio familiare al cospetto di scandali inaccettabili e di un uso del denaro pubblico assolutamente oltraggioso.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

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