Domenica 15 ottobre sono in programma più eventi promossi dal Comitato di Coordinamento delle Associazioni di tutela ambientale di Campania e Molise nei territori posti a confine tra le due regioni minacciati da devastazioni irreversibili per via dell’installazione di impianti eolici che ne stravolgeranno i tratti storici, paesaggistici, agro-zootecnici, turistici e culturali.

E’ importante intensificare le iniziative istituzionali per sostenere le azioni intraprese da un coraggioso quanto tenace nucleo di pastori della Montagna del Matese che tra Morcone, Pietraroja e Sepino, stanno attivando un presidio permanente da diversi mesi per fermare le trivellazioni, le opere di sbancamento ed ogni altro intervento che rischia di arrecare danni immani ad una delle aree più belle del Centro-Sud. Il Massiccio del Matese è il più grande serbatoio di acqua dolce del Mezzogiorno.

Intaccarne le falde anche in minima parte causerebbe conseguenze disastrose. Su quel territorio si prevede di istituire un Parco Nazionale che unirebbe il Parco Regionale della Campania al versante del Molise con la strutturazione di una delle più grandi aree verdi italiane.

Un Parco con al proprio interno i ripari in pietra millenari dei pastori sanniti, i ritrovamenti geopaleontologici di Pietraroja e San Polo, siti archeologici incomparabili come Saepinum-Altilia, Terravecchia, il Santuario Italico di Campochiaro, l’eremo di Sant’Egidio e le rovine dei castelli di Bojano e Roccamandolfi, siti religiosi, aree protette, biodiversità, grotte che si prestano alla speleologia, percorsi naturalistici, attività agrituristiche e di guide ambientali, produzioni tipiche e biologiche a chilometro zero, valorizzazione dei borghi e del patrimonio immobiliare esistente, promozione delle tradizioni popolari e dell’artigianato locale.

Questo Progetto rischia di venir meno perché al confine col Molise e in piena area del Parco sono state autorizzate le installazioni di un numero inenarrabile di pale eoliche alte tra i 120 ed i 180 metri che necessitano di viabilità di passaggio, servitù, sbancamenti, piazzali, disboscamenti e altre operazioni impattanti.

A tutela del proprio territorio dovrebbe intervenire anche la Regione Molise che non risponde ad un’interrogazione in materia presentata a settembre 2016 e sceglie di non agire nemmeno dopo le Sentenze del Consiglio di Stato del 6 giugno 2017 che hanno sancito la nullità delle autorizzazioni rilasciate dalla Campania in assenza del coinvolgimento del Molise.

Consegnerò ai parlamentari presenti il 15 ottobre al Presidio Permanente degli allevatori sulla Montagna del Matese tutta la documentazione prodotta a salvaguardia del Molise sollecitando un’ampia unità d’intenti di tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali a sostegno della mobilitazione degli agricoltori e delle associazioni.